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Tataratà annullato, mentre Casteltermini canta e prega in piazza si fa duro lo scontro fra assessore e sindaco

I cittadini, davanti la chiesa Madre, hanno intonato una "Alleluia" diversa: "La nostra festa non deve finire, non deve finire e non finirà"

 

"La nostra festa non deve finire, non deve finire e non finirà". E' con una piazza - quella antistante alla chiesa Madre - stracolma di gente che, con le mani alzate, ha cantato una "Alleluia" diversa che ieri sera Casteltermini ha "risposto" all'intimazione del questore a non effettuare la Sagra del Tatarà prima e al rinvio della kermesse, a fra una quindicina di giorni, dopo del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. E' stato un lungo e partecipato momento di preghiera in piazza. Un momento che ha seguito la commovente celebrazione eucaristica che c'era stata in mattinata, sempre in chiesa Madre. 

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Tanti, naturalmente, i castelterminesi che si sono detti "orgogliosi" di come la collettività ha reagito. Nel frattempo però si infervora lo scontro politico fra il sindaco di Casteltermini, Gioacchino Nicastro, e l'assessore dimissionario Totò Scozzari. "Il grande assente alla vita politica e amministrativa è il sindaco Nicastro - ha scritto l'ormai ex assessore con deleghe all'Urbanistica, al Commercio e alle Attività produttive - . La sospensione della Sagra del Tataratà rappresenta il suo fallimento, chieda scusa al popolo”. 

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“Non era mia intenzione rispondere al sindaco, ma visto che sono stato tirato in ballo dal primo cittadino, devo, mio malgrado, fare delle precisazioni a seguito della sua ricostruzione e narrazione dei fatti che non rispondono al vero - scrive Scozzari - . Per quanto concerne le problematiche che si sono verificate nelle giornate antecedenti e nella giornata di venerdì, visto il clima che si era creato attorno la Sagra, sono stato in caserma fino alle 20 per trovare delle soluzioni che permettessero lo svolgimento della manifestazione e con me erano presenti altri rappresentanti della Giunta. Il sindaco è arrivato in ritardo e dietro mia insistenza per corroborare l’azione di mediazione pro festa. Da parte mia, c’è stato un solo interesse: salvare la festa del Tataratà che è un patrimonio di tutti e perché vi gira attorno un momento di ossigeno economico diretto e indiretto. Io che sono stato sempre tra la gente e in piazza in quei momenti di bagarre ho ascoltato la rabbia del popolo che ha chiesto, senza se e senza ma, le dimissioni del sindaco e dell’amministrazione per non aver trovato le soluzioni - continua Scozzari - . Lei, sindaco, parla dell’incontro al Comune per trovare la soluzione al problema, per fare chiarezza. Io assessore in carica e i due consiglieri di maggioranza Urso e Greco non siamo stati minimamente informati".

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Le divergenze fra l'assessore che ha annunciato le dimissioni e il sindaco sembrano essere destinate a durare. "Quello che mi rammarica di più è che lei dopo questo fallimento e dopo che mi sono prodigato fino alla fine per trovare una soluzione per non far annullare la manifestazione, cerca maldestramente di scaricare su di me e il mio gruppo politico parole prive di fondamento, come se volessimo destabilizzare il clima sociale ed economico gettando benzina sul fuoco, come se questa sospensione non fosse così importante. Proprio perché non sono un politico legato alla poltrona o un carrierista di professione - ha sottolineato Scozzari - ho detto basta a questo impegno in Giunta perché ho ritenuto che il rapporto politico e fiduciario con lei si doveva interrompere. In Consiglio, formalizzando le mie dimissioni, spiegherò alla cittadinanza il lavoro svolto in quest’anno da assessore proprio perché non ho nulla da farmi perdonare e dirò che la mia presenza e il mio attivismo ha dato solo fastidio a questa amministrazione, dai progetti portati a termine, all’emergenze quotidiane che mi hanno visto sempre in prima linea. Lei, caro sindaco, - conclude il dimissionario assessore - è stata una grande delusione. Stia sereno che continuerò a servire i miei concittadini anche senza poltrona". 

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