Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Pannocchia" torna in mare, Marevivo libera una tartaruga

Il nome dell'animale è stato scelto a causa della presenza di una discarica di torsoli di granoturco nel boschetto

 

Tanti bambini, ma anche molti adulti entusiasti, hanno festeggiato sulla spiaggia di Eraclea Minoa la liberazione di una tartaruga Caretta cerrata messa in atto dall'associazione Marevivo.

Nome scelto per l'animale, "Pannocchia", perché durante le operazioni di bonifica della spiaggia e del boschetto da parte dei volontari è stata trovata appunto una discarica di pannocchie di granoturco abbandonate da ambulanti che si occupano della loro vendita lungo la spiaggia. Insieme a questi, cassette di legno e plastica e addirittura vecchie bici traformate in mezzi da traino. Il cumulo era la discarica permanente di alcuni venditori ambulanti, ma anche di molti turisti che villeggiano in tenda abusivamente nel bosco, lasciando a fine permanenza cataste di rifiuti.

L'associazione ha provveduto anche ad allertare i vigili urbani di Cattolica Eralea, che sono arrivati sul posto insieme a carabinieri, demanio marittimo e capitaneria di Porto per ripristinare i luoghi e individuare i responsabili. 

“Ciò che ancora oggi molta gente non ha compreso è che non si può godere di un luogo così bello, di un mare incontaminato e di un incredibile parte di bosco miracolosamente sfuggito all’erosione costiera, per poi abbandonare in ambiente tutto quanto si è consumato in vacanza - dichiara Fabio Galluzzo presidente di Marevivo Sicilia – in anni d’impegno diretto ci dispiace moltissimo vedere che purtroppo ci sia ancora tanto disinteresse e tanta mancanza di rispetto, nonostante gli appelli che giungono da ogni parte del mondo sulla necessità di cambiare i nostri comportamenti e di salvaguardare l’ambiente". I volontari hanno raccolti oltre 30 sacchi di rifiuti, composti da plastica, carta, vetro, polistirolo e ingombranti vari per un peso stimato di una tonnellata.

Tanto entusiasmo ha accompagnato le operazioni di liberazione che hanno visto la tartaruga raggiungere rapidamente l'acqua per allontanarsi.

Potrebbe Interessarti

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento