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Arte e denuncia sociale, un’opera contro la mafia da donare alla città di Favara: ecco la storia di Emily

La giovane studentessa dell’accademia di Belle Arti di Venezia sta realizzando un gruppo di opere che descrivono le violenze intime che producono le intimidazioni mafiose e ha manifestato la volontà di donare alla città di Favara una delle sue ultime creazioni

 

Utilizzare l’arte come strumento di denuncia sociale è questo il messaggio lanciato a Favara da Emily Rosaria  Mallia, studentessa dell’accademia di Belle Arti di Venezia. La ventunenne che è cresciuta in Veneto, non ha mai rinunciato alle sue origini tanto da essersi tatuata la Sicilia in un polso.

 Recentemente  ha plasmato un gruppo di opere che raccontano i metodi di intimidazione della mafia,  dai calchi in gesso delle teste di animali mozzate al proiettile in busta. Minacce che, in chiave artistica, vengo lette dalla giovane pittrice, come la violenza intima che colpisce le vittime. La redazione di AgrigentoNotizie ha incontrato la giovane artista nel suo laboratorio di campagna, un luogo poco fuori dal centro abitato dove Emily, quando è a Favara , trova ispirazione per le sue opere.

In una delle sue ultime creazioni, la ventunenne pittrice, raffigura la più comune delle minacce mafiose, ovvero quella del proiettile che però in questo caso, non viene messo  in una normale  busta da lettere ma che emerge da un circolo di sacchetti del pane che simboleggiano la quotidianità familiare. “Una minaccia – dice dai microfoni di AgrigentoNotizie Emily Mallia -  che non rimane solo esterna alla casa ma che si avvicina all’intimità della persona”.

Installazione artistica che la studentessa vorrebbe donare alla sua città ed è per questo motivo che lancia un appello al sindaco di Favara per accogliere il suo dono che vuole essere un chiaro messaggio di ripudio assoluto alla prepotenza della criminalità che cerca di impossessarsi della vita delle persone oneste che vivono nella più bella Isola del mondo.
 

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