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Caso Mare Jonio, parla l'armatore Caccia: "Niente atti scritti che vietano l'entrata in acque territoriali"

Dopo essere stato ascoltato, l'uomo ha lasciato l'ufficio circondariale marittimo della Guardia costiera di Lampedusa

Il procuratore aggiunto Salvatore Vella e il sostituto Cecilia Baravelli hanno iniziato, a Lampedusa, gli interrogatori. Verranno sentiti i componenti dell'equipaggio, e quanti erano sulla nave Ong, della "Mare Jonio". Verranno ascoltati anche i 50 migranti che sono stati soccorsi a circa 46 miglia dalla costa libica. La Procura della Repubblica di Agrigento, nel tardo pomeriggio di ieri, ha aperto un fascicolo d'inchiesta, a carico di ignoti, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Caso "Mare Jonio" via agli interrogatori: verranno sentiti i componenti dell'equipaggio

L'armatore di "Nave Jonio", Beppe Caccia esclude la presenza di documenti ufficiliali che inibivano l'ingresso dell'imbarcazione dell'Ong "Mediterranea" in acque italiane. A dirlo è stato lo stesso Caccia all'uscita dell'ufficio circondariale marittimo della Guardia Costiera di Lampedusa.

"Ho chiesto alla Guardia di Finanza di Lampedusa - ha detto l'armatore -  di potere vedere l'atto di queste non meglio precisate autorità italiane che ci vietava l'ingresso nelle acque territoriali e loro - ha aggiunto -  non sono stati in grado di mostrarmi nessun atto scritto che ci vietasse di entrare nelle acque. Quindi - ha concluso Caccia -  c'era solo questa comunicazione via radio". 

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