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Lunedì, 4 Luglio 2022

"Impero costruito con l'aiuto dei boss", maxi sequestro da 120 milioni

Ci sono aziende, conti correnti, terreni e abitazioni tra i beni sequestrati all'imprenditore di Racalmuto, Calogero Romano. Il sequestro per oltre 120 milioni di euro è stato eseguito dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, come disposto da un provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Agrigento su proposta della Procura di Palermo.

"Connivenze con Cosa Nostra", sequestro da 120 milioni

Le indagini - fanno sapere le fiamme gialle - avrebbero consentito di accertare rapporti di connivenza intrattenuti - nell'arco di un ventennio - tra l'imprenditore ed esponenti di spicco di Cosa Nostra agrigentina. L'operazione, denominata in codice "Valle dei Templi" dal nome dell'autodromo omonimo, ha portato al sequestro di società, aziende, immobili, auto, conti correnti e perfino dello stesso impianto sportivo che sorge a Racalmuto, paese d'origine dell'imprenditore.

"Nel 2016, Calogero Romano - ricostruiscono dalla Guardia di finanza - era stato condannato dal Tribunale di Agrigento a sei anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, per aver contribuito 'al rafforzamento di Cosa Nostra, pur non facendone parte', fino a quando il suo principale punto di riferimento, il mafioso Ignazio Gagliardo, non cominciò a collaborare con la giustizia. L'imprenditore a partire dal 1992 avrebbe beneficiato dell'appoggio e della protezione di esponenti della famiglia di Racalmuto, al fine di ottenere vantaggi per le proprie imprese, nel settore edilizio e nel mercato del calcestruzzo". 

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