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I dipendenti Ata e Sal si fermano ancora, Gelo: "Niente soldi e bus fermi ad oltranza"

Sospesi da Agrigento tutti i collegamenti con gli aeroporti. Una situazione di disagio ma anche di estremo sconforto

 

Impegni non rispettati, dell’assessorato regionale dei Trasporti e i 35 dipendenti delle ditte di auto trasporti Sal e Ata, ritornano ad incrociare le braccia.  Da ieri, autisti, meccanici e lavaggisti delle due aziende di autolinee, che rivendicano il pagamento di quattro mensilità di stipendio arretrato, hanno deciso di riprendere lo sciopero ad oltranza. “Il 22 ottobre – dice ai microfoni di AgrigentoNotizie, Andrea Gelo del sindacato Usb -  l’assessorato ci aveva promesso che entro dieci giorni, sarebbero arrivati i soldi e invece questo non è avvenuto”.

"Soldi entro dieci giorni", incassata la promessa tornano al lavoro gli operatori di Sal e Ata

Effetto della protesta, così come avvenuto nello scorso mese di ottobre, è la paralisi dei collegamenti delle tratte coperte dalle due aziende del gruppo Licata.  Autobus fermi dunque da Agrigento per gli aeroporti di Palermo e Comiso, corse sospese anche per i circa 400 studenti pendolari di Palma di Montechiaro e nei centri di Porto Empedocle, Licata, Gela, Grotte e Racalmuto.

La decisione di riprendere la protesta, è scaturita dopo l’ennesimo vertice in Prefettura, lunedì scorso, i dipendenti e i responsabili delle ditte, hanno incontrato il prefetto di Agrigento, Dario Caputo che, nella vertenza, ha assunto un ruolo di conciliazione fra le parti. Gli imprenditori, avrebbero però palesato l’impossibilità a pagare gli stipendi a causa dei mancati trasferimenti dalla Regione. 

Una prima tranche di circa 200 mila euro di fondi regionali, potrebbe arrivare entro la settimana in corso, ma non basterebbe comunque a  coprire le quattro mensilità arretrate.

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