I volontari ripuliscono Maddalusa, Mareamico: "Noi abbiamo dato il segnale, adesso tocca alle istituzioni"

Anche Legambiente e Retake hanno aderito all'iniziativa dopo la piena che ha sporcato la costa

 

Volontari in azione per ripulire Maddalusa e la Babbaluciara dopo la piena dovuta all'eccezionale ondata di maltempo che ha sporcato la zona costiera.

In campo sono scesi Retake, Mareamico e Legambiente insieme a decine di cittadini. "Ci siamo rimboccati le maniche - commenta Francesco Tedesco, vice presidente di Retake - per ripulire la foce e la costa dai materiali che la piena ha portato fin qui. Siamo soddisfatti della grande partecipazione della gente".

Claudio Lombardo, presidente di Mareamico, aggiunge: "Noi ci siamo e abbiamo voluto suonare il campanello di allarme. Abbiamo ripulito la zona levando tanti materiali di ogni tipo. Adesso il Comune e il Demanio facciano la loro parte".

"Abbiamo aderito con grande convinzione - spiega Daniele Gucciardo, presidente del circolo Rabat di Legambiente - a questa iniziativa che non deve essere solo un'azione dimostrativa. Da cinque anni puliamo la spiaggia di Lampedusa nell'ambito di un progetto europeo. Bisogna andare a monte del problema e avviare una raccolta differenziata molto più incisiva". 

Mareamico ringrazia le diverse decine di volontari che hanno permesso di recuperare più di 100 sacchi neri di rifiuti plastici, quintali di bottiglie di vetro, decine di pneumatici, frigoriferi, serbatoi, computer e televisori, che il fiume Akragas aveva "vomitato" in mare durante la piena e che la mareggiata aveva successivamente depositato sulle spiagge di Maddalusa e Babbaluciara. "Ovviamente quello che siamo riusciti a fare è solo un piccolo risultato rispetto a ciò che abbiamo trovato in spiaggia e che ancora deve essere recuperato, ma pensiamo - ha detto Claudio Lombardo di MareAmico -di aver dato un forte segnale di civiltà e di attivismo civico".

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