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Di Benedetto è una garanzia, è lui il "mattatore" del Rally dei Templi

Il pilota canicattinese: "Sono felicissimo per questo bis di vittorie, ho un passo diverso rispetto agli altri avversari"

 

Nessun dubbio, Alfonso Di Benedetto si conferma vera e propria “garanzia” delle quattro ruote. E’ lui, tra estro e follia buona, a vincere il Rally dei Templi. Numeri da capogiro per il pilota di Canicattì che ha messo su strada tutta quanta la sua esperienza.  In coppia con il messinese Longo e con la Fiesta R5 ha preceduto di oltre 1’30” la vettura gemella di Gandolfo e la Peugeot di Brusca. I fratelli La Franca, con la Porsche, vincono tra le auto storiche davanti a Lombardo e Placa. Di Benedetto  fatto il bis nell’edizione 2018 del Rally dei Templi, vincendo con sicurezza tutte le 8 prove speciali in programma.  “Sono felicissimo per questo bis al Templi, che porta le mie vittorie assolute a quota 34 – ha commentato il vincitore. Avevo dichiarato che avrei attaccato subito e così ho fatto, dimostrando di avere un altro passo rispetto agli avversari”.

Il pilota è riuscito a staccare tutti, dando un margine importante. Dietro, il "rivale", A Pietro Gandolfo. Per lui impegno e dedizione non sono bastati, dietro oltre il minuto, ma solo per via di una penalità per il salto di una chicane nella prova di Cianciana. Perentoria la prova, invece, della piccola Peugeot 106 Gruppo A di Ivan Brusca, praticamente sempre in terza posizione davanti a vetture ben più potenti, come la Mitsubishi di Gabriele Morreale secondo lo scorso anno e questa volta fuori dal podio per il tempo perso nella seconda prova speciale in notturna.

Quinta piazza e primato tra le S1600, dopo il ritiro di Rizzo, a lungo tra i primi, per la Punto di Biagio Mingoia, seguito dalla 106 di Costanza e dalla S1600 di Mattina. Chiudono la top ten l’altra 106 di Fallea,  la Mitsubishi di Capraro, con entrambi che guadagnano una posizione rispetto allo scorso anno, e la Peugeot 208 di Ernesto Riolo.

Ecco la classifica

LA CLASSIFICA: 1. Di Benedetto-Longo (Ford Fiesta R5) in 35’07”7 ; 2. Gandolfo-Buscemi (Ford Fiesta R5) a 1’34”9; 3. Brusca-Midulla (Peugeot 106) a 2’21”6 ; 4. Morreale-Scolaro (Mitsubishi Lancer Evo IX) a 2’26”7; 5. Mingoia-Giglio (Fiat Punto S1600) a 3’01”1; 6. Costanza-Cibella (Peugeot 106) a 3’07”4; 7. Mattina-Carruba (Renault Clio S1600) a 3’14”0; 8. Fallea-Perrera (Peugeot 106) a 3’18”9; 9. Capraro-Lo Verme (Mitsubishi Lancer) a 3’49”0; 10. Riolo-Genovese (Peugeot 208) a 4’07”2.

AUTOSTORICHE: 1. La Franca-La Franca (Porsche 911) in 37’11”4; 2. Lombardo-Merendino (Porsche 911SC) a 28”6; 3. Placa-La Placa (Opel Ascona SR) a 1’15”3; 4. Zambuto-Piparo (Porsche 911) a 1’43”1; 5. Spinnato-Mellina (Lancia Beta MC) a 3’46”4; 6. Ospedale-Agostino (VW Golf GTI) a 4’06”9; 7. Palmisano-Giambrone (BMW 2,2 TI) a 4’26”1; 8.Buggea-Vitello (Porsche 911) 5’12”1; 9. Sollano-Alfano (Opel Manta GTE) a 5’59”6; 10. Mirabile-Sturiale (Fiat Ritmo 130) a 10’47”3.

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