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Sciopero netturbini, Carmina: "La situazione finanziaria è ormai al collasso"

Impossibile garantire i servizi indispensabili, in cassa non c'è più un euro e le prospettive non sono di ripresa immediata

"Ho convocato una conferenza stampa per dare atto della situazione attuale drammatica e sempre legata agli effetti del dissesto. E’ una tempesta perfetta che muove i suoi passi dal 25 settembre, quando abbiamo iniziato a combattere per garantire la sopravvivenza del Comune".

Il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina ha voluto incontrare i cittadini e la stampa per mettere letteralmente le "mani avanti" nel primo dei due giorni di sciopero nel settore della raccolta dei rifiuti. Una protesta che nasce dai ritardi nell'erogazione degli stipendi e che nasce da una situazione finanziaria ormai disastrosa e aggravata di recente dal prelievo di oltre 2 milioni di euro operata dalla tesoreria comunale praticamente "a sorpresa". Un buco nelle casse che si va pian piano riempendo, ma che al momento ha interrotto la possibilità di pagare i servizi indispensabili.

"Lo sciopero era stato programmato per il 12 novembre - ha spiegato Carmina - e i sindacati, che sono stati resi edotti della situazione, molto responsabilmente avevano sospeso tutto sperando che nel frattempo arrivassero dei trasferimenti da parte dello Stato e della Regione, ma questo purtroppo non è accaduto. Noi oggi siamo arrivati al punto, anche a causa di scelte poco oculate di organi dello Stato, di non poter garantire i servizi essenziali ed è il caso di chiarire le cose, chiamare la popolazione per renderla edotta perché la situazione è evidentemente grave: siamo arrivati al limite".

E la colpa di chi è? "Tutto deriva da una situazione lasciata da altri ed è giusto darne atto - continua il sindaco - perché forse questa situazione così al limite potrebbe essere di stimolo per la soluzione di tanti problemi dei comuni siciliani. Oggi sono 80 quelli in dissesto, molte altri sono a rischio, ma di fatto il sistema sta implodendo".

Carmina sottolinea più volte che le responsabilità non sarebbero in alcun modo della sua amministrazione ("Porto Empedocle è stata lasciata in un disastro i cui confini non si riescono a percepire") e di aver cercato sponde in tutti gli organi istituzionali, senza avere mai risposte. "Il punto non è Ida Carmina - dice - sono i ballo diritti costituzionalmente garantiti dei cittadini".

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