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Nave "madre" traina barca carica di migranti, Patronaggio: "Scafisti? Erano professionisti del settore"

Fermati sei egiziani, componenti l'equipaggio di un peschereccio libico salpato dal porto di Zuwara

 

Un'imbarcazione parte dalla Libia e traina una barca carica di migranti fino a 50-40 miglia dalle coste siciliane. Poi 'libera' il suo 'carico' che prosegue verso l'Italia, mentre il peschereccio rientra al porto di partenza: è la tecnica della nave 'madre' usata dai trafficanti di esseri umani nel mar Mediterraneo. L'hanno adoperata sei egiziani, componenti l'equipaggio di un peschereccio libico salpato dal porto di Zuwara, individuato, a 50 miglia a Sud di Lampedusa, il 23 novembre scorso, mentre trainava quella che apparentemente era una barca in legno del tipo utilizzata per stendere le reti in mare. Imbarcazioni che sono state individuate prima da un velivolo del dispositivo di Frontex e successivamente da un elicottero della Marina militare italiana imbarcato su nave 'Carabiniere' operativo nell'ambito dell'operazione "Mare sicuro".

"E’ stata un’operazione molto riuscita - ha detto il procuratore, Patronaggio - . A volte è difficile individuare la madre nave, un passaggio di un aereo del dispositivo Frontex, ha permesso di fotografare una situazione sospetta. Le ulteriori investigazioni ha permesso di fare questo inseguimento. Scafisti? Erano professionisti  dell’immigrazione clandestina”.

Avviate le indagini, coordinate dalla Procura di Agrigento, è stato accertato che il peschereccio libico bloccato era l'imbarcazione 'madre' ed è stato abbordato da un guardiacoste delle Fiamme gialle, con la protezione di fucilieri della brigata San Marco imbarcati su nave Carabiniere. Una volta trainato a Lampedusa, le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile, in collaborazione con la Guardia di finanza, hanno permesso alla Procura di disporre il fermo di indiziato di delitto a carico dei sei presunti "traghettatori" di vite umane: egiziani che hanno dai 23 ai 38 anni.

Nave "madre" traina barca carica di migranti

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