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Il narese Carlo scomparso nel lago di Castel Gandolfo, la cugina: "Vengano accertate le eventuali responsabilità"

Le imposte della sua casa di cortile Trapani sono chiuse, i genitori hanno raggiunto il figlio e la nuora sul lago Albano dove si sarebbe consumata la tragedia

 

La comunità di Naro si stringe attorno al dolore della famiglia Bracco per la tragedia di Castel Gandolfo. Carlo Paolo aveva lasciato giovanissimo la sua città, subito dopo il diploma era giunto a Roma dove aveva trovato un impiego da elettricista. Le imposte della sua casa di cortile Trapani sono chiuse, i genitori hanno raggiunto il figlio e la nuora sul lago Albano dove si sarebbe consumata la tragedia. 

Nella cittadina barocca, don Vincenzo Monaco, cugino paterno di Carlo Paolo, è tornato da Palermo per celebrare una messa nell'attesa che il corpo venga recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco e restituito ai familiari. Alla funzione religiosa celebrata in chiesa Madre, erano presenti diversi familiari e amici dello sfortunato giovane. Carlo Paolo aveva deciso di trascorrere una giornata sul lago con il fratello Antonino e la cognata, arrivati a Roma da Parma dove vivono e lavorano.

Anche un'altra sorella, si era trasferita al nord, un'intera famiglia dunque, divisa dalla piaga dell'emigrazione, ma unita dai valori 
della famiglia e dell'attaccamento alla propria terra d'origine. L'ultimo viaggio di Carlo Paolo a Naro è stato nello scorso mese giugno, in occasione della festa di San Calogero. I familiari, che alle autorità chiedono di non arrestare le ricerche, si auspicano anche la verità sull'accaduto con l'accertamento delle eventuali reposnabilità.  "Carlo Paolo era un ragazzo raro, prezioso, disponibile. Sono senza parole". Dice l'amica Maria Teresa.  Il sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara ha preannunciato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno delle esequie.

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