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Unipa ad Agrigento, Micari: "Giunti segnali positivi, ad ottobre valuteremo il da farsi"

A pesare soprattutto i nuovi accordi stipulati con la Regione siciliana su governance e copertura economica dei corsi universitari

 

"I segnali oggettivamente sono positivi sul fronte della governance e dei finanziamenti, e mi auguro che in pochi gorni o settimane si traducano in fatti concreti, che è quello che noi vorremmo. Dopo di che, alla ripresa, dopo il periodo agostano, ragioneremo sull'ipotesi di nuovi corsi anche ad Agrigento. Entro ottobre sicuramente qualche risposta l'avremo".

Il rettore dell'Università di Palermo Fabrizio Micari così interviene stamattina, nel corso della conferenza stampa  indetta per parlare del progetto di recupero dell'ex ospedale di via Atenea, alle domande dei cronisti riguardanti il fututo di Unipa ad Agrigento.

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Il quadro, secondo l'ingegnere, è mutato, perché è intervenuta nel frattempo un accordo con la Regione che fornisce quanto più volte indicato come condizione essenziale per la riapertura di corsi ad Agrigento: stabilità economica e possibilità di scegliere, almeno in parte, la governance.

"L'intesa che abbiamo raggiunto - continua - prevede un presidente del Consorzio di nomina regionale, un componente del cda degli enti locali e uno dell'università di riferimento. Questo è lo stato delle cose, mi auguro che questa intesa si traduca in atti concreti immediati, noi, per quanto ci riguarda, faremo tutto nel più breve tempo possibile".

Raggiunto l'accordo fra i rettori e la Regione 

Qualunque ragionamento, come evidente, va rinviato almeno al 2019, con Unipa che potrebbe guardare a corsi che dovranno raggiungere però "la più grande quantità di studenti possibile".

Rispetto all'utilizzabilità dell'ex ospedale civico come sede accademica Micari si mostra possibilista. "Vedrei positivamente l'ipotesi - dice -. Mi piace il modello dell'università nel centro storico. Lo abbiamo noi a Palermo così come in città come Pisa o Siena. Siccome nel complesso sono previste anche due aule da 70 posti e una da cento potrebbe essere utilizzabile per questi scopi, oltre ad avere un ruolo importante da un punto di vista culturale nel territorio". 

Molto più cauto il sindaco Lillo Firetto, il quale, se da un lato ha invitato tutti a distinguere il tema del recupero dell'ex ospedale dalle questioni che riguardano il Cua, ha precisato che "il Consorzio universitario dovrà vivere autonomamente di vita propria. Non si può legare all'università di Palermo, ma vanno indagate tante altre piste".

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