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Lavoratori Asu sul piede di guerra, Carmelo Agrò: "Serviamo lo Stato da 20 anni, ma non abbiamo diritti"

Hanno protestato 50 impiegati di Racalmuto e i 32 di Palma di Montechiaro

 

Mancata stabilizzazione, tre giorni di sciopero per i lavoratori “Asu”.  Sul piede di guerra ci sono anche 50 impiegati di Racalmuto. 

Lo sciopero è stato indetto dalle sigle sindacali Ale Ugl, Confintesa, Sinalp, Cub e Alba perché la copertura finanziaria per gli Asu sarebbe garantita, ad oggi, fino alla fine dell'anno. Quindi non soltanto, appunto, non sono stati ancora stabilizzati, ma dal primo gennaio del 2020 sono a rischio i rinnovi dei contratti.

“Il precariato in Sicilia? La situazione deve essere affrontata e risolta subito - fa sapere il sindaco di Racalmuto, Messana -. Anche gli Asu devono avere una soluzione definitiva. I soldi messi a disposizione non sono sufficienti. Noi siamo fiduciosi e ci mobiliteremo, venga risolta anche la tempistica di pagamento".

Mancata stabilizzazione, tre giorni di sciopero per i lavoratori "Asu"

“Siamo qui per dimostrare il nostro dissenso alla finanziaria regionale. Noi siamo personale che veniamo utilizzati come i dipendenti pubblici, ma a differenza loro non abbiamo riconosciuto nessun diritto lavorativo o pensionistico. Abbiamo la necessità di conoscere i nostri diritti. Chiediamo la vicinanza dello Stato”. A parlare è Carmelo Agrò uno dei lavoratori che oggi ha deciso di protestare. “Siamo stati 20 anni a servire lo Stato, ma verso di noi nessun diritto”.

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