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Visita alla stele sfregiata di Livatino, Grasso: "Nessuno pensi che si lascino questi atti senza una reazione"

 

"La notizia dello sfregio della stele di Livatino mi ha colpito profondamente e venendo ad Agrigento non potevo non passare da questo luogo. So già che il 21, giorno dell'anniversario, sarà riparata, ricostruita e questo mi da la possibilità di dire che nessuno pensi che si lascino questi atti senza una reazione. Continueremo a dare il giusto risalto ai magistrati morti facendo il loro dovere". Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso arrivando ad Agrigento, prima di raggiungere il teatro Pirandello per presentare il suo libro, "Storie di sangue, amici e fantasmi. Ricordi di mafia".

Grasso è voluto passare dalla statale 640, dove sorge la stele dedicata al magistrato Rosario Livatino, stele vandalizzata lo scorso 18 luglio. "Già papa Giovanni Paolo II aveva definito Livatino martire della giustizia e della fede - ha aggiunto - e l'opera di beatificazione è iniziata. Questo è un grande risultato, una grande apertura da parte della Chiesa nei confronti di quei magistrati, come Livatino, che sono stati martiri perché hanno dato la loro vita per la giustizia. In Livatino c'era in più una grandissima fede cattolica che lui esprimeva anche nella sua attività laica di giudice. Non posso mai dimenticare le lettere, i quaderni con le scritte S. T. D., che ci hanno fatto parecchio indagare per capire il significato. E poi lo abbiamo capito, era 'Sub tutela dei'. Qualsiasi cosa lui faceva, la faceva sotto la tutela di Dio e quindi ce lo fa sentire molto vicino". 

Grasso: "La mafia che ha insanguinato l'Agrigentino è stata sconfitta"

Il presidente del Senato, davanti alla stele di Livatino, in merito al fenomeno mafioso ha detto: "La magistratura, le forze di polizia giudiziaria sono molto attente al fenomeno. Abbiamo avuto tanti successi, ma ancora il fenomeno esiste. E' virulento in certe zone e dobbiamo continuare nell'azione di repressione e prevenzione, cercando di levare quella che è la base: cioè il consenso dei cittadini".

IL VIDEO. Grasso: "Città feconda di magistrati che combattono la mafia"

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