Martedì, 28 Settembre 2021

Una vita straordinaria tra follia ed infelicità, Collura: “Questo film su Pirandello mancava”

La sceneggiatura del nuovo lungometraggio, diretto da Michele Placido, prende forma piuttosto in fretta. Lo scrittore agrigentino, da alcuni giorni, sta lavorando al copione. Sarà girato a Roma, Berlino, Parigi, in Svezia e, naturalmente, anche in Sicilia

La sceneggiatura del nuovo film su Luigi Pirandello, diretto da Michele Placido, prende forma piuttosto in fretta.

È tratto dal libro “Il gioco della parti. Vita straordinaria di Luigi Pirandello” (Longanesi) dello scrittore e giornalista, anche lui agrigentino, Matteo Collura.

"Questa sceneggiatura la sto scrivendo con molta facilità - ammette l'autore del libro che sta immaginando le prime scene e i dialoghi - perchè il film è già lì, tra quelle pagine. Un'opera cinematografica su Pirandello effettivamente mancava".

Due settimana fa si è incontrato, nella sua casa ad Agrigento, con Michele Placido per pianificare le tappe di un lavoro preliminare che durerà, si presume, circa 6 mesi. Nel frattempo si comincerà a pensare al cast (ancora sconosciuto, così come il titolo) e ai luoghi in cui sarà il girato il film. E su quelli ci sono già delle indicazioni precise: Roma, Berlino, Parigi, la Svezia e, naturalmente, la Sicilia.

“Pirandello non amò l’isola in cui nacque - spiega Collura - ma rimane comunque la terra in cui si formò e che caratterizzò il periodo della giovinezza. Il film sarà il racconto di una vita infelice. Perché fu proprio l’infelicità il vero propellente che alimentò la creatività di Pirandello.

E poi c’è l’amore per Marta Abba, un amore di carta perché basato fondamentalmente su centinaia di lettere che lui scriveva alla sua musa ispiratrice. Trentatré anni di differenza tra i due, ma poco importava a Pirandello che la considerava uno stimolo irrinunciabile. A ritirare il premio Nobel avrebbe voluto andarci con lei, ma la donna diede forfait all’ultimo momento. Questo lo rese infelice a tal punto da rifiutare ogni tipo di celebrazione legata a quell’occasione. L’unica cosa a cui Pirandello pensava, nei momenti che precedevano la cerimonia di consegna, era chiudersi nella sua camera d’albergo e scriverle, continuamente, arrovellandosi sulla mancata occasione di averla con sé in quel momento così importante”.

Michele Placido, che ha sempre accarezzato l’idea di realizzare un film su Pirandello, ha avuto la spinta decisiva leggendo proprio il libro di Matteo Collura: “È come se mancasse sempre qualcosa - gli disse durante il primo contatto telefonico - ma grazie al suo libro, adesso, so come fare”.

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