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Fiaccolata contro la mafia, Favara e Porto Empedocle dicono "no" alla criminalità

 

"No alla mafia ed a tutte le mafie. Tutti i fatti che si sono succeduti negli ultimi mesi non ci appartengono. Favara deve essere una città sicura". Il "grido" è del sindaco Anna Alba che, già all'indomani del recente tentato omicidio di via Torino, si mobilitò per organizzare la fiaccolata e scrisse al ministro dell'Interno Marco Minniti. 

"Il ministro Minniti non ha ancora risposto - ha spiegato Alba, durante la manifestazione di piazza, - . Ma ci ha risposto il prefetto di Agrigento mandando più agenti sul territorio. Perché la sicurezza del territorio deriva dalla presenza dello Stato".

VEDI LE IMMAGINI: Favara alza la testa e scende in piazza 

Lo striscione, con la scritta "No alle mafie", ad un certo punto della serata, è stato fatto alzare in volo grazie a tanti palloncini bianchi. 

Accanto ad Anna Alba anche il senatore Mario Giarrusso: "Favara non merita una guerra di mafia. Guerra che deve finire qua, adesso".   

Un po' più critico il vice prefetto Carmelina Guarneri: "Mancano i favaresi. Non vedo una partecipazione degli abitanti. E se vogliamo cambiare, bisogna che le persone siano presenti. Favara sta risorgendo a livello culturale e si sta facendo conoscere nel mondo. Partecipiamo - ha lanciato l'appello il vice prefetto - e portiamo avanti queste realtà". 

"Queste esplosioni di violenza non devono esistere" - ha detto don Giuseppe D'Oriente, arciprete di Favara.

"Anche Porto Empedocle ripudia la mafia - ha detto il sindaco della città marinara Ida Carmina - . Le nostre comunità non devono essere viste come comunità dove non si può stare sereni. Perché quando ci sono le sparatorie in strada si ha paura ad uscire di casa. Noi puntiamo sul turismo e la mafia fa male allo sviluppo. Ripudiamo la cultura mafiosa. Vogliamo il pane per i nostri figli, ma non sporco di sangue". La presenza di Porto Empedocle, a Favara, è stata fortemente significativa. Le storie delle due città, anche per fatti delittuosi recenti, verificatisi proprio a Favara o in Belgio, si incrociano.  

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