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Sabato, 13 Aprile 2024

Festa della Marina militare, il comandante Serafino: “Tutti i nostri diritti e privilegi li dobbiamo a chi ha pagato con la vita”

Cerimonia sobria nel piazzale dove è collocato il monumento ai Caduti in mare a Porto Empedocle. Il comandante della Capitaneria di porto ha ricordato l’importanza delle forze imbarcate al tempo della guerra in Ucraina e nella gestione delle emergenze sul fronte immigrazione

La Marina militare italiana ha celebrato la sua festa, quella del 10 giugno in cui si ricorda la celebre “Impresa di Premuda” nel 1918: un'azione navale compiuta dai MAS 15 e 21 agli ordini del capo sezione Luigi Rizzo e rispettivamente comandati da Armando Gori e Giuseppe Aonzo, che, in piena prima guerra mondiale, penetrarono di nascosto tra le unità di una formazione navale nemica diretta al canale d'Otranto riuscendo a silurare e ad affondare la corazzata SMS Szent István (Santo Stefano). Una sobria e veloce cerimonia, a Porto Empedocle, nel piazzale in cui è collocato il monumento dedicato ai Caduti del mare, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il comandante della Capitaneria di Porto Empedocle, il capitano di fregata Fabio Serafino, il sindaco di Porto Empedocle Calogero Martello e il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa. 

“Il momento del ricordo - ha detto il capitano Serafino - non deve mai venir meno. Tutto quello che abbiamo oggi in termini di diritti lo dobbiamo a chi ha fatto un sacrificio nel passato al costo della vita. Bisogna mantenere viva la memoria per mantenere le coscienze sveglie e destare quelle che sono sopite o di chi si affaccia al mondo degli adulti.

L’impresa di Premuda è un bell’esempio di “italianità”, di inventiva e di capacità di saper gestire, con minimi mezzi a disposizione, un risultato incredibile.

I fatti degli ultimi tempi ci ricordano che la guerra non è qualcosa di assente nel nostro mondo e neanche tanto lontano da noi. Accanto all’esigenza di avere un sistema di difesa valido, ci sono gli impieghi alternativi delle forze armate. La Marina garantisce la sicurezza delle nostre navi anche nei mari lontani. Poi c’è il fenomeno migratorio che purtroppo è un altro evento particolare che non finisce e al quale è necessario porre rimedio. E in tal senso le forze del mare rappresentano gli strumenti più idonei a far fronte a questo tipo di emergenze.

Particolarmente significativi il momento della preghiera del marinaio, l’alza bandiera e la deposizione di una corona di fiori al monumento dedicati ai Caduti in mare.

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