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Venerdì, 12 Agosto 2022

I migranti vittime delle sevizie raccontano: "Mi ha versato benzina addosso e mi ha dato fuoco"

Non è stato semplice, ma la polizia di Stato è riuscita a raccogliere tra i migranti diverse testimonianze - ritenute attendibili - . I tre nigeriani, sottoposti a fermo di indiziato di delitto, sarebbero stati i carcerieri in una base militare, chiamata "Casa Bianca" a Sabratah in Libia. Carcerieri che agivano con crudeltà inaudita, provocando anche la morte dei profughi - in attesa di partire verso l'Eldorado Italia - tenuti prigionieri. 

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Non è stato semplice perché i cinque o sei migranti - fra i tanti sentiti - si trovavano nello stesso hot spot dei loro presunti carcerieri: in contrada Imbriacola a Lampedusa. Ma la Squadra Mobile della Questura di Agrigento è riuscita a raccogliere testimonianze ritenute determinanti. Testimonianze che hanno portato la Procura distrettuale antimafia di Palermo ad emettere i tre fermi di indiziato di delitto. 

Carcerieri in Libia, fermati tre nigeriani

"Il giovane africano da me indicato - ecco una delle testimonianze - assieme al libico .... è autore dell'omicidio di mio fratello. Egli si è reso responsabile anche di violenze sulla mia persona". Ed ancora: "Un nigeriano, su ordine di un libico, mi ha versato della benzina addosso e poi mi hanno dato fuoco". 

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