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Lunedì, 29 Novembre 2021

Seimila dinari per arrivare fino all'Eldorado Lampedusa, ecco cosa ha scoperto la Squadra Mobile

Durante il viaggio, i tunisini venivano minacciati con un coltello e con uno spray urticante

In molti hanno pagato 6 mila dinari - circa 2 mila euro - a testa per arrivare fino all'Eldorado Italia. La Squadra Mobile della Questura di Agrigento, che ha indagato in collaborazione con la Mobile di Trapani, non sa ancora come si siano svolti i fatti prima dell'imbarco sulla "carretta del mare" e prima, dunque, della traversata. "Ci sono indagini in corso" - hanno garantito, stamani, durante la conferenza stampa - . L'attività investigativa coordinata dalla Procura di Agrigento è però riuscita ad appurare chi, durante il viaggio dalla Tunisia fino a Lampedusa, ha condotto l'imbarcazione e chi - utilizzando un coltello e uno spray urticante per gli occhi - si occupava di tenere l'ordine sul natante e di "consigliare" ai migranti di "non parlare con le forze dell'ordine italiane".  

Incendiata la discarica di Salinella

"Non c'è stata un'ampissima collaborazione da parte di tutti, ma ci sono stati dei migranti che hanno rotto il velo di omertà e hanno permesso di ricostruire i fatti - ha spiegato, durante la conferenza stampa in Questura, il commissario capo Giovanni Franco, vice dirigente della Squadra Mobile - . Sappiamo per certo che i migranti sono partiti dalle coste tunisine e sono arrivati a Lampedusa. Le indagini sono state sviluppate in pochissimo tempo anche per conservare i dettagli dei ricordi dei migranti, dettagli che consentono di valutare l'attendibilità e la credibilità delle persne che hanno fornito le dichiarazioni. A bordo dell'imbarcazione era presente una persona - ha proseguito la ricostruzione del commissario capo Giovanni Franco - il cui compito era anche quello di tenere ordine sul natante e che avrebbe fatto delle minacce ai migranti al fine di orientarli nelle dichiarazioni che avrebbero dovuto rendere una volta giunti in Italia". 

"Con le forze dell'ordine italiane non si parla": un "bravo" sulla "carretta" minacciava tutti

"E' stato fatto un intenso lavoro investigativo per raccogliere informazioni e dati che consentissero alla Procura della Repubblica di emettere i fermi - ha spiegato il questore di Agrigento, Maurizio Auriemma, - . E' l'ennesima volta che la provincia di Agrigento viene coinvolta in casi di questo genere: arrivano piccole barche specie sulle coste delle isole Pelagie. I migranti, quando sbarcano, vengono ascoltati per cercare di capire che tipo di mercato c'è dietro questo fenomeno. In questo caso, i migranti sono stati sentiti a Trapani, anche con l'ausilio di interpreti, e badando bene al fatto che si trattava di persone intimidite e certamente non collaborative".  

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