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Chiesa Madre di Sambuca, restituita dopo mezzo secolo alla città: è grande festa

La Matrice fu costruita nel 1400 su un castello arabo preesistente

 

Un lavoro lungo, paziente e quasi "amorevole", che ha consentito di sanare almeno una delle tante - troppe - ferite del terremoto del 1968 che ancora oggi sono presenti nella valle del Belìce. La riapertura della chiesa Madre di Sambuca di Sicilia è stata quindi occasione per guardare al passato recente e sperare nel futuro, passando da un edificio dalla storia centinaria.

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La "Matrice", edificata intorno al 1420 su una parte dell'antico castello arabo di Zabut, si trova nella parte più antica di Sambuca di Sicilia, sulla rocca che domina il paese. L'attuale campanile, fu ricavato da una antica torre saracena di difesa dello stesso castello.

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In origine era una piccola chiesa dedicata prima a Santa Barbara, e poi a San Pietro Apostolo; nell'anno 1642 fu ricostruita ed ampliata grazie al contributo finanziario della marchesa Donna Giulia Baldi Centellis e della sorella Maria. Completata la costruzione, il 12 febbraio 1651, la chiesa fu solennemente aperta al culto sotto il titolo di Maria SS. Assunta.

Si tratta di una chiesa a tre navate, divise da colonnati che sorreggono archi a tutto sesto. Di forma a croce romana, nel punto in cui il transetto si interseca con la navata centrale s'innalza la cupola di ispirazione rinascimentale.

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