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Ritardi nella diagnosi del melanoma il dermatologo: “La pandemia ha messo in secondo piano le altre patologie”

Lo specialista Carmelo Sgarito dai microfoni di AgrigentoNotizie parla anche di come preparasi alle prime tintarelle di sole per evitare gravi problemi alla pelle

Maggio è il mese dedicato alla prevenzione del tumore della pelle ma è anche il periodo delle prime tintarelle al sole in attesa della stagione estiva. Una non corretta esposizione ai raggi solari potrebbe causare dei danni irreparabili nella cute e in alcuni casi, portare anche alla formazione del temibile melanoma, il tumore della pelle che se non diagnosticato in tempi utili, può portare alla morte. Come ogni anno, si rinnovano gli appelli dei dermatologi ed è per questo motivo che la redazione di AgrigentoNotizie ha incontrato lo specialista Carmelo Sgarito. “Le prime esposizioni al sole – dice il medico -  sono le più pericolose perchè danneggiano la cute e determinano gli eritemi che nel tempo, possono sfociare anche in tumori gravi”.

Dai microfoni di AgrigentoNotizie lo specialista accende i riflettori anche sui devastanti effetti che il Coronavirus ha determinato in ambito diagnostico. Dall'insorgere della pandemia molte visite ambulatoriali programmate in strutture pubbliche sono state annullate o rinviate, e l'aver fermato queste attività, avrebbe portato ad una diagnosi tardiva di molte patologie gravi.

“Il Coronavirus ha ritardato tante diagnosi – dice rammaricato il dottor Carmelo Sgarito - spegnendo le luci su tante problematiche e quindi anche sulle patologie di carattere neoplastico, in assenza dei consueti screening – aggiunge il dermatologo - molte malattie sono state scoperte solo quando è diventato difficile tutelare la salute dei pazienti perchè, nel caso del melanoma, se la diagnosi si ha in fase molto avanzata, il problema diventa estremamente grave, quasi irrisolvibile”. Nel caso specifico del tumore della pelle è possibile anche fare  un'auto diagnosi per programmare in tempi utili le visite mediche da effettuare.

“Ci sono dei segnali d'allarme – aggiunge il dottore Sgarito -  come  la modifica delle caratteristiche morfologiche di un neo che, nel caso di una costante crescita delle dimensioni, dovrebbe insospettire e quindi portare a richiedere una visita specialistica ed avere una diagnosi precoce del problema”.

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