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Giovedì, 26 Maggio 2022

Processo di canonizzazione del giudice Livatino, don Franco: "Una luce che dà speranza a questa terra"

L'arcivescovo elogia l'operato del magistrato ucciso dalla mafia: "Insieme al codice civile anche il Vangelo"

In una chiesa di Sant’Alfonso più che mai affollata, si è concluso il processo di canonizzazione del giudice Rosario Livatino. Una tappa fondamentale che ha visto la presenza, tra gli altri, dell’arcivescovo don Franco Montenegro e del postulatore don Giuseppe Livatino.

“E’ una tappa del processo diocesano, non è la conclusione – ha detto l’arcivescovo, Francesco Montenegro. La congregazione di Roma stabilirà la conclusione di questo cammino. Il significato? Dobbiamo pensare che anche da questa terra possono spuntare dei frutti buoni. Quando si parla di Agrigento a volte si diventa tristi, non è questo il caso. Quando si accende una luce tutti la vedono. La città ha bisogno di speranza. Vorrei che questo diventasse un invito per tutti a credere in quello che si fa”.

Commemorazione del tre ottobre

 Don Franco elogia l'operato del "giudice ragazzino" assassinato per mano della mafia. "Anche in certi ambienti dove pensiamo che il vangelo non possa entrare - dice l'arcivescovo - lui è riuscito nell’impresa. Insieme al codice civile, Livatino, teneva anche il vangelo. Testimonianze? Sono state sentite tante persone".

Ai microfoni di Agrigento Notizie anche don Giuseppe Livatino: "La testimonianza che più mi ha colpita è quella del collega, Michele Miliano. Nelle pause caffè era normale trovarsi al bar con qualche pettegolezzo. Lui, Rosario,  non ha mai giudicato nessuno". 

Per Agrigento si conclude il processo di canonizzazione del giudice, Rosario Livatino. Tutti gli incartamenti adesso saranno nelle mani della congregazione romana. Saranno proprio loro a decidere il significato di questo importante cammino.

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