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Sabato, 21 Maggio 2022

Bloccate 5 "carrette del mare" prima che giungessero a riva, Diomede: "Salvate le vite e garantita l'identificazione"

Avrebbero potuto essere dei nuovi sbarchi "fantasma". Le motovedette della Guardia di finanza, della Guardia costiera e dei carabinieri sono però riusciti ad intercettare i barconi ancor prima che giungessero a riva. Sono complessivamente 5 - per un totale di 227 tunisini - le "carrette del mare" bloccate. 

Facevano rotta verso Capo Rossello 

Oltre al primo barcone - che faceva rotta verso Capo Rossello - intercettato a 28 miglia dalla costa Agrigentina, con a bordo 84 migranti fra cui 8 minori e 2 donne, e allo scafo, con 39 tunisini a bordo, bloccato a 10 miglia a Sud di Lampedusa, nelle ultimissime ore altri tre natanti sono stati avvistati e fermati ancor prima che giungessero sulla costa. 

Un barcone - con a bordo 35 tunisini - è stato intercettato a largo di Punta Grande, mentre altri due - con rispettivamente 29 e 40 tunisini - sono stati fermati uno a largo di Lampedusa e l'ultimo ad appena tre miglia dalla costa.

"L'intervento da parte della Guardia di finanza come da parte della Guardia costiera - ha detto il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, - tende ad intervenire sia sotto il profilo di ordine e sicurezza pubblica per evitare che queste persone arrivino sul territorio provinciale di Agrigento senza che possa essere svolto quel che è previsto, ossia le procedure di identificazione, per capire chi sono. Ma questi interventi servono anche a preservare la vita di queste persone - ha spiegato Diomede poco prima dell'inizio della cerimonia di commemorazione dei defunti - . Per salvare gli 84 tunisini c'è stato un grandissimo dispiegamento di unità della Guardia di finanza e alla fine queste persone sono state condotte al porto di Porto Empedocle".

"Il nostro impegno è quotidiano, inquadrato in un contesto internazionale che è il cosiddetto "Frontex", - ha spiegato il colonnello Pietro Maggio a capo del comando provinciale della Guardia di finanza - quindi a largo raggio con sistemi di controllo del canale di Sicilia, in un sistema di cooperazione internazionale, per poi passare nell'ambito delle acque territoriali". 

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