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L'inchiesta antidroga "Mare magnum", gli ordini partivano da Porto Empedocle

La Questura di Caltanissetta: "Francesco Paolo Ferdico, vicino alla famiglia di Cosa Nostra Nissena si era trasferito e usufruiva di un appartamento riconducibile alla famiglia mafiosa dei Messina"

 

Le indagini - che hanno composto l'inchiesta denominata "Mare Magnum" - si sono concentrate sul presunto capo dell'associazione a delinquere: su "Francesco Paolo Ferdico, tradizionalmente vicino alla famiglia di Cosa Nostra Nissena facente capo ad Angelo Palermo, il quale, negli ultimi tempi, - hanno ricostruito dalla Questura di Caltanissetta - si era trasferito a Porto Empedocle dove si era perfettamente inserito nell’ambiente criminale di quel luogo tanto da usufruire di un appartamento riconducibile alla famiglia mafiosa dei Messina. Francesco Paolo Ferdico, nonostante si fosse allontanato da Caltanissetta probabilmente perché si sentiva attenzionato dalle forze dell’ordine, continuava a mantenere saldi - assieme alla moglie Gaetana Gagliano che lo collaborava nella gestione del traffico e spaccio di stupefacenti condotta dai membri dell’associazione per delinquere che facevano capo a suo marito - i rapporti con Palermo, sua città natale, dove coordinava e gestiva le varie forniture di droga che venivano effettuate per le zone di Caltanissetta e Agrigento da Daniele Giallanza".

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"A sua volta, Giallanza - prosegue la ricostruzione ufficiale della Questura Nissena - organizzava i trasporti attraverso i suoi corrieri, Francesco Lena, suo nipote acquisito, e Pietro La Cara, consuocero di Giallanza, arrestato, in flagranza di reato, perché sorpreso nel possesso di 10 chili di hashish, nei pressi dello svincolo per Racalmuto sulla statale 640, nel mese di aprile del 2017".

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"Le indagini eseguite a carico di Francesco Lena permettevano di dimostrare che lo stesso, seguendo le direttive del Giallanza, riforniva di hashish, soggetti di Caltanissetta, individuati in Antonio Capuzzo, Michele Giuseppe Tripisciano e Andrea La Iacona e un soggetto di Siculiana: Francesco Catania - scrive la Questura di Caltanissetta" - . 

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