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Cardinale Montenegro: "Sbracciamoci e insieme inventiamo un'Agrigento nuova"

Il pastore della Chiesa agrigentina si sofferma sui problemi che affliggono principalemte le giovani generazioni

 

"Aggancia il tuo aratro a una stella" questo è l'augurio che si scambiano in Africa nei periodi di festa e che l'arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, rivolge per Pasqua alla sua comunità.

"La Pasqua - ha detto don Franco durante il tradizionale messaggio alla stampa agrigentina -  è la certezza che c'è sempre una stella a cui poter agganciare la propria vita, l'aratro mesta e rimesta la terra - ma non sempre riesce - perché diventi generosa e produca frutti. Invece agganciato ad una stella aiuta a scoprire che le radici della vita non sono sulla terra ma in cielo".

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Un intervento augurale mirato ed indirizzato soprattutto ai giovani e agli anziani quello dell'arcivescovo Montenegro. Un pensiero don Franco lo ha rivolto al senso di disperazione che prevale nei giovani, condizione di disagio che è dovuta principalmente alla mancanza di un lavoro e che  genera il fenomeno dell'emigrazione.

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"A me fa paura - ha detto l'arcivescovo -  questa idea dei giovani che si allontanano perché è una terra che resta più povera, bisogna credere - ha aggiunto - che ancora qui si può stare, che anche qui se si vuole possiamo inventare qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Tutti abbiamo una responsabilità. Speriamo davvero che si ritrovi il coraggio".

In chiusura del messaggio augurale, rivolgendosi agli agrigentini rassegnati il cardinale Montenegro ha detto:"Se vivere è lottare, sbracciamoci le maniche, se vivere  è guardare lontano, smettiamola di guardare alla punta del naso e quindi insieme inventiamo un'Agrigento nuova".
 

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