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Imprenditore coraggio denuncia e scatta l'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex assessore

Il procuratore aggiunto: "Se abbiamo chi mette la faccia, raccontando fatti veri, la risposta dello Stato è pronta"

 

A denunciare le presunte richieste, da parte dell'ex assessore di Naro Francesco Lisinicchia, è stato l'imprenditore Giuseppe Romano, titolare della ditta che si doveva occupare - e si sta occupando - della raccolta differenziata a Naro. I carabinieri hanno avviato le indagini, la Procura ha messo subito "sul campo" il pool che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione e in meno di un mese si è arrivati all'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari.  "Abbiamo fatto delle attività di indagine tecniche, intercettazioni audio e video, che hanno riscontrato - ha spiegato il procuratore aggiunto Salvatore Vella - questa denuncia e abbiamo avuto l'ordinanza del Gip. Se abbiamo chi mette la faccia, raccontando fatti veri, la risposta dello Stato è pronta". 

Troppe lettere anonime in Procura, Vella lancia un appello: "Bisogna metterci la faccia"

"Possiamo essere una realtà normale. Le lettere anonime in cui, senza metterci la faccia, si dichiarano fatti dovrebbero essere ormai il passato - ha ribadito il procuratore aggiunto Salvatore Vella - . Chi viene a denunciare, alle forze dell'ordine o in Procura, fatti anche gravi hanno e trovano una risposta. Questa è la strada. Si ha successo - ha detto Vella rivolgendosi alle associazioni antiracket - negli incontri sulla legalità se dalla lamentela generica si passa alla denuncia per isolare chi commette reati e consentire agli imprenditori e ai politici onesti, che in questo territorio ci sono, di fare il loro lavoro nella tutela degli interessi pubblici". 

A sottolineare il coraggio dell'imprenditore che ha denunciato è stato, durante la conferenza stampa in Procura, anche il capitano della compagnia di Licata Francesco Lucarelli. "L'imprenditore si è sentito rassicurato dall'operato dei carabinieri" - ha evidenziato - . 

L'arresto dell'ex assessore, la Procura: "Millantava la possibilità di stoppare le richieste delle famiglie mafiose"   

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