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Installazione “selvaggia” delle antenne di telefonia: Aragona scende in piazza per dire “no”

Paure e perplessità nei confronti di un “nemico invisibile”. Il sindaco Pendolino: “Non è il Comune ad autorizzarle ma il governo nazionale”. L'arciprete Chillura: "La nostra salute è a rischio, ma basterebbe collocarle fuori dal centro abitato"

Le antenne di telefonia mobile ad Aragona spuntano come funghi. E i cittadini sono costretti a prenderne semplicemente atto. Anche gli amministratori locali fanno lo stesso, dato che non hanno la possibilità di concedere o meno le autorizzazioni. Decide tutto il governo nazionale. Lo fa con un’apposita norma che permette ai gestori di telefonia mobile di procedere con le installazioni in piena autonomia, scegliendo luoghi e modalità senza “passare” né dal Comune, né dalla Provincia e né dalla Regione. 

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Ma gli aragonesi non ci stanno e con una manifestazione in strada, sostenuta da un apposito comitato e dal sindaco Giuseppe Pendolino, hanno voluto esprimere disappunto ma soprattutto preoccupazione per la loro salute.

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“Un sindaco - ha detto Pendolino - deve essere sempre al fianco dei propri cittadini per tutelarli in ogni occasione. Siamo fermamente contrari all’installazione di queste antenne che ci ritroviamo ovunque. Protestiamo anche contro l'ultima norma che riguarda la possibilità, concessa alle multinazionali, di collocarle dove vogliono perché questa attività viene considerata come edilizia libera. Ma poi va a finire che gli effetti collaterali si scopriranno dopo, come avvenne per esempio con l'amianto. Nessuno pensava che fosse così pericoloso, eppure poi è venuta a galla la triste verità. Ci batteremo anche per vie legali se sarà necessario, per ottenere un uso misurato di questi dispositivi. La tecnologia deve andare avanti, ne siamo pienamente consapevoli, ma ciò non può compromettere la salute delle persone”.

“Non è il Comune, la Provincia o la Regione - ribadisce l’arciprete di Aragona Don Angelo Chillura - ad autorizzarle, ma è il governo che ha dato facoltà alle multinazionali di installarle senza le autorizzazioni delle amministrazioni locali. La tecnologia è ormai inarrestabile, ce ne rendiamo conto. Il telefonino è divenuto indispensabile. Infatti non chiediamo di eliminare le antenne ma di sistemarle fuori dai centri abitati. Le radiazioni non sono come ad esempio i gas di scarico. Non le avvertiamo, non le vediamo, non le annusiamo ma il corpo ne risente”.

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