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La polizia non è più un corpo militare, il questore Iraci presenta i nuovi distintivi di qualifica

Dopo 38 anni è stata completata la legge riforma del corpo di polizia

 

Da oggi, sulle divise della polizia di Stato, campeggiano i nuovi distintivi di qualifica. Dopo la presentazione ufficiale di ieri a Roma, oggi, a mezzogiorno, tutti i questori di italia hanno illustrato nei dettagli i nuovi simboli distintivi, operazione quest’ultima che dopo 38 anni completa  legge riforma 121 del 1981 e che segna il distacco definitivo della polizia di Stato dal mondo militare.

Ad Agrigento, la conferenza si è svolta nella sala “San Michele Arcangelo” della Questura.  “La polizia di Stato è diventata una forza civile ad ordinamento speciale e a competenza generale – dice il questore di Agrigento, Rosa Maria Iraci, – . I nuovi simboli – aggiunge – sono caratterizzati dalla presenza dell’aquila dorata con le ali spiegate e la corona a cinque torri”. Sostanzialmente essendo ormai a tutti gli effetti la polizia di Stato un corpo civile, nei nuovi distintivi non figurano più le stellette di chiara origine militare. Restano invariate invece le qualifiche del personale. 

I dettagli tecnici 

Disegnati dall’esperto di araldica Michele D’Andrea, i distintivi di qualifica sono accomunati dalla presenza dell’aquila dorata che torna oggi ad avere le ali spiegate, richiamando così quella adottata per la prima volta nel 1919 e di cui ricorrerà il centenario l’anno prossimo. Tra i principali nuovi elementi grafici introdotti: il plinto araldico, elemento che individua agenti e assistenti, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso a rappresentare la struttura portante delle fondazioni di un edificio; il rombo, che individua i sovrintendenti, con il suo profilo fusiforme richiama una punta di lancia simbolo di un dinamismo operativo temperato dall’esperienza; il pentagono che individua gli ispettori, già introdotto con la Legge 121/1981; la formella che caratterizza i funzionari, rivisitazione di quella realizzata dallo scultore quattrocentesco Lorenzo Ghiberti, vuole essere un richiamo alla bellezza e all’eleganza che contraddistinguono l’inestimabile patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese. Ieri 11 luglio, giornata nella quale ricorre l’anniversario dell’istituzione della Polizia di Stato, prima forza di Polizia, si è tenuta a Roma, presso il Palazzo della Consulta alla presenza delle più alte cariche istituzionali la cerimonia ufficiale di presentazione dei nuovi distintivi di qualifica. Dopo quasi quarant’anni dalla legge di riforma, in modo tangibile, si riafferma nella forma e nella sostanza l’identità della polizia di Stato, quale amministrazione civile ad ordinamento speciale, che ha sublimato i valori ai quali profondamente crede nel motto “sub lege libertas”. Fu la legge 121 del 1981 a ridisegnarne lo status giuridico segnandone il distacco dal mondo militare. Con tale riforma la polizia di Stato, in estrema sintesi, si apre alle donne, prevede una maggiore specializzazione attraverso selezioni sempre più rigorose e corsi di formazione prodromici a professionalità differenziate, cambia i nomi dei gradi che vengono ristrutturati ed arricchiti dal ruolo ispettori anello di congiunzione tra dirigenti e collaboratori. Un’epocale conquista che andava suggellata attraverso un segno visibile che ricordasse a tutti, appartenenti e non, il significato profondo di una trasformazione lunga, laboriosa, e fortemente voluta. Ed è proprio, recuperando tale spirito riformista che l’uniforme di oltre 98.000 poliziotti da oggi cambierà aspetto, vestendo i nuovi distintivi di qualifica.

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