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Nuovo Dpcm e il dubbio sulla zona di rischio, i titolari dei bar: "Viviamo nell'incertezza"

AgrigentoNotizie ha incontrato alcuni proprietari di locali del centro: "Speriamo d'essere zona 'verde' e di poter continuare a lavorare"

 

Nell'attesa dell'entrata in vigore del nuovo Dpcm del premier Conte e dell'assegnazione della zona di rischio per la Sicilia, cresce l'ansia - ma anche l'allarme - fra i titolari dei bar del centro di Agrigento. L’intero territorio regionale, con ordinanza del ministero della Salute, dovrebbe essere dichiarata zona “arancione”, ovvero scenario di elevata gravità ad alto rischio.

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Da zona “arancione” a zona “gialla”, che indica il livello di allerta minore, ci sono sostanziali differenze, sia per i cittadini, con le limitazioni negli spostamenti tra comuni diversi, che per i titolari di bar, ristoranti e pizzerie. Esercenti che in caso di zona “arancione” dovranno abbassare le saracinesche fino al prossimo 3 dicembre e che potranno lavorare solo con l’asporto e le consegne a domicilio.

All'orario di chiusura di oggi, ore 18, ai titolari degli esercizi commerciali non era ancora arrivata nessuna comunicazione. AgrigentoNotizie ha incontrato i proprietari di due locali del centro città. Quest’ultimi si sono detti rammaricati sulla situazione di incertezza. “Il domani sarà un punto interrogativo – ha detto Gerlando Sodano – speriamo di rimanere aperti”. 

I dubbi sulle riaperture di domani hanno anche indotto molti titolari di bar e pasticcerie a frenare le attività di laboratorio previste per il giorno successivo.  “Dobbiamo organizzare la colazione per domani – spiega, ai microfoni di AgrigentoNotizie, Luca Dalli Cardillo – i cornetti stanno lievitando e non sappiamo ancora se domattina dobbiamo mangiarli noi oppure darli ai clienti”.

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