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Ryan Bucci

Ryan Bucci

Fortitudo, Ryan Bucci si racconta: "La Valle è bellissima, ma la cassata..."

Un esordio casalingo andato bene, la passione per i dolci e per i legumi. Un cognome che non pesa, a "tu per tu" con l'esterno della Moncada

Ryan Bucci, esterno, figlio d’arte, l'amore per il basket da sempre. Un cognome pesante il suo, la voglia di provarci sempre non mollando mai. Bucci, è al suo primo anno della Fortitudo.

L'esordio casalingo è andato bene, lo statunitense naturalizzato italiano, ha voglia di fare sempre meglio. La sua nuova vita in Sicilia, le nuove abitudini e la passione per i dolci e per i legumi. "La Sicilia? È una terra bellissima - dice Bucci, ai microfoni di AgrigentoNotizie - . La conoscevo già. Lavorare con questa temperatura non può far altro che bene. A livello fisico aiuta tanto, il clima è perfetto. Siamo ad ottobre e possiamo permetterci di girare in maniche corte, questo non succede ovunque".

Bucci, ha esordito al PalaMoncada, guadagnandosi l'applauso dei tifosi biancazzurri. "È stato bello, siamo riusciti a vincere dando uno scarto di sedici punti. I tifosi sono caldi, questo mi fa piacere. Mi avevano parlato di questo pubblico, speriamo di fare sempre bene. La Fortitudo? Quando ha chiamato non ho pensato molto, ho subito deciso. La Moncada è una società seria, in Italia si parla solo bene della Fortitudo. Io amo la Sicilia, mia figlia è nata qui. Conoscevo coach Ciani e qualche altro compagno di squadra, qui per me - dice Bucci - non è stato difficile scegliere e decidere". 

Agrigento apre le porte alla famiglia Bucci, Ryan ha già fatto un giro in città. "Sono stato alla Valle dei Templi, è stato spettacolare. Mi sono ripromesso di ritornare, mi hanno detto che di notte è davvero speciale. Sto girando un po', Agrigento devo ancora vederla meglio, voglio fare un giro in centro". 

In città da qualche mese, Bucci ha avuto tempo di assagiare le prelibatezze agrigentine: "Impazzisco per i dolci. Cannolo e cassata mi fanno impazzire, ammetto ho un debole per la ricotta. Ho anche scoperto della frutta e della verdura che in altre parti è difficile trovare". 

Ryan Bucci è un figlio d'arte, ma quel cognome non lo ha mai schiacciato o destabilizzato, Bucci, ha fatto la sua strada, lontano dall'America, facendosi spazio nel campionato italiano. Il padre, George Bucci, ha avuto una carriera importante. "The king", si è ritirato negli anni novanta, indossando e vincendo con Siena, Fortitudo Bologna e Montecatini. Inoltre, George Bucci è stato campione della Aba (American Basketball Association) con i New York Nets nel 1976, al fianco di una leggenda come "Doctor J" Julius Erving. "Come si vive con un cognome così? Sinceramente più che passano gli anni da quando sono in Italia, mi sono distaccato dal suo nome - spiega Bucci. Ho una carriera ed una vita è tutta mia. Faccio poco caso al cognome, mi piace pensare che sono come gli altri". 

La Fortitudo ha allestito un roster importante, Bucci ne è testimone: "Vincere qui? Perchè no. Dobbiamo dare tutto quello che abbiamo, perchè non giocarcela fino in fondo. Noi non vogliamo porci limiti. La mia maturità? Fisicamente l'ho già raggiunta. Faccio tesoro dell'aspetto mentale e dell'esperienza, sul lato fisico alla mia età ovviamente si presta molta più attenzione. Scarmantico? Prima lo ero di più. Adesso, mi concentro più su l'alimentazione, io curo molto i dettagli. Mi diverto anche a cambiare le mie abitudini, non voglio fare per vent'anni le stesse cosa". 

Ryan Bucci indossa la maglia numero zero, poche dediche e tanta sostanza: "Ho avuto per anni la 12, poi avuto la  6, perchè è il numero preferito di mia moglie. Qualche tempo dopo ho scelto la 8, qualcuno mi ha suggerito che rappresenta l'infinito. Il concetto mi stimolava. La scelta di quest'anno? E' un numero che non rappresenta qualcosa. Rappresenta il vuoto, il niente, ma nello stesso tempo rappresenta tutto. Volevo indentificarmi così, per questa squadra vorrei essere tutto ma anche niente. Voglio essere quello che serve quando conta. Voglio essere a completa disposizione della squadra, quindi per questo lo zero". 

Esserci sempre, Ryan Bucci si mette a disposizione della Fortitudo Moncada. Sulle gambe tanta esperienza e nella testa continue geometrie di gioco, giuste. La sua zero, le sue abitudini e la sua leadership, il biancazzurro come nuova dimensione di vita. 

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