Riforma dello sport, Di Giacomo della pallavolo Aragona: "E' uno tsunami per tutti"

Si tratta di una revisione organica e della definizione del “lavoratore sportivo” in tutte le sue forme attraverso l’introduzione di tutele lavoristiche

Nino Di Giacomo

Il Covid cambia lo sport? E' quanto sta accandendo anche nel mondo della pallavolo. Il governo ha comunicato che “il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per le Politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, ha approvato, in esame preliminare, cinque decreti legislativi che danno attuazione alla riforma dello sport dalla legge delega n. 86 del 2019”.

Si tratta di una serie di misure che, attraverso la vera e propria ridefinizione del lavoratore sportivo, degli agenti e di diritti e responsabilità delle associazioni sportive, mira a tutelare sotto molteplici profili questa categoria di lavoratori, con particolare riferimento alle donne e ai minori.

Si procede così ad una revisione organica e della definizione del “lavoratore sportivo” in tutte le sue forme attraverso l’introduzione di tutele lavoristiche e previdenziali per i lavoratori sportivi sia nel settore dilettantistico sia nel settore professionistico.

Il presidente della Seap Dalli Cardillo Pallavolo Aragona, Nino Di Giacomo, commenta così la nuova riforma dello sport 2020 del governo voluta fortemente dal ministro Spadafora: "Quello stabilito dal Consiglio dei Ministri è senza dubbio un vero e proprio tsunami per lo sport dilettantistico. Noi presidenti di associazioni sportive dilettantistiche dobbiamo essere pronti a recepire la nuova legge perché c’è il serio rischio che tantissime Asd scompariscono nel giro di pochissimo tempo. Le associazioni sportive dilettantistiche, allo stato attuale, sopravvivono grazie alla passione e all’impegno dei propri dirigenti. Svolgiamo, inoltre, un ruolo insostituibile ai fini educativi e dell’inclusione sociale. Più volte abbiamo sollecitato tutela e aiuti, ma chi di competenza ha sempre fatto orecchie da mercante. Adesso 'incassiamo' la nuova riforma dello sport che ci penalizza ulteriormente, ma non fermerà il nostro impegno quotidiano sul lavoro sportivo, fatto di enormi sacrifici e senza scopi di lucro".

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