"Tax credit", il presidente della Pallavolo Aragona non ci sta e scrive una lettera Sodano

Nino Di Giacomo, si fa promotore delle numerose lamentele di tutti i colleghi del mondo sportivo dilettantistico tagliate fuori dal decreto, e sollecita il ministro Spadafora

Il presidente dell’Asd Sporting Club Maccalube Pallavolo Aragona Nino Di Giacomo ha scritto una lettera all’onorevole Michele Sodano della Camera dei Deputati con la quale lo invita a farsi promotore con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora della modifica dell’art. 81 del decreto legge n.104 inerente l’estensione della normativa anche alle Associazioni Sportive Dilettantistiche soggette al regime della Legge 389/91. 

Nino Di Giacomo, si fa promotore delle numerose lamentele di tutti i colleghi del mondo sportivo dilettantistico tagliate fuori dal decreto, e sollecita il ministro Spadafora a rendere utilizzabile il cosiddetto “tax credit” anche alle società sportive che usufruiscono della Legge 389/91.

Per il presidente Di Giacomo il decreto ideato per rilanciare l’economia italiana, e in particolar modo per sostenere lo sport italiano, se non verrà modificato rappresenterà una tremenda beffa e un duro colpo per tutte le ASD che svolgono la loro attività all’interno delle singole federazioni sportive affiliate al Coni. Si tratta di un diritto negato alle Associazioni Sportive Dilettantistiche che sono il motore pulsante di tutto lo sport.

Di Giacomo si augura che anche la Fipav intervenga a sostegno dei propri iscritti perché questa legge del governo che taglia le Asd rappresenta una lobby dello sport italiano. “Ci si aspettava un intervento della federazione nei confronti del Governo ma così non è stato e probabilmente non prenderà nessuna posizione”.

Ecco la lettera integrale

l’art.81 del Decreto Legge in oggetto indicato riconosce, per l’anno 2020, alle ASD e alle SSD un contributo, sotto forma di credito di imposta, pari al 50% degli investimenti effettuati a decorrere dall’1 luglio al 31 dicembre 2020, per un investimento minimo di 10.000 euro, nel limite massimo complessivo di spesa pari a 90 milioni di euro, che costituisce tetto di spesa per l’anno 2020;

alle associazioni e alle società, professionistiche e dilettantistiche è richiesto di certificare lo svolgimento di attività sportiva giovanile e che abbiano avuto ricavi, relativi al periodo di imposta 2019, e, comunque, prodotti in Italia almeno pari a 200.000 euro e fino ad un massimo di 15 milioni di euro;

sono escluse dalla disposizione di cui al citato articolo, le sponsorizzazioni nei confronti dei soggetti che aderiscono al regime previsto dalla Legge 16 dicembre 1991 n.398 (art.81, comma I, DL104/20);

  l’agevolazione, a sua volta, è concessa ai sensi e nei limiti previsti dai Regolamenti UE in tema di aiuti “de minimis”.

Orbene, il sopra indicato decreto, ideato per rilanciare l’economia Italiana e, in particolar modo, per sostenere lo sport italiano, se non verrà modificato rappresenterà un duro colpo per tutte le ASD che svolgono la loro attività all’interno delle singole Federazioni Sportive affiliate al CONI.

Tale tax credit, infatti, non risulta applicabile nei confronti della maggior parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche strutturate in ASD e iscritte al Registro Coni (circa un migliaio) che aderiscono al regime fiscale previsto dalla Legge 398/91.

E’ certamente buona l’idea in generale, ma non aiuta l’intero pianeta sport, in quanto, di fatto, il decreto può essere applicato solo in favore di circa 90/110 società, che strutturate sotto forma di SSD, fanno parte delle Leghe di Serie A M/F di pallavolo e di pallacanestro e della Lega di serie C di calcio.

Sul punto, ritengo opportuno rilevarti che l’attività svolta dalle ASD in possesso dei requisiti di cui al precedente punto b), è di fondamentale importanza sul piano sportivo, sociale ed economico per il territorio in cui operano.

Infatti, le ASD, che, lo si ribadisce, non hanno fini di lucro e sopravvivono grazie alla passione e all’impegno dei propri dirigenti, svolgono un ruolo insostituibile ai fini educativi, del benessere e dell’inclusione sociale. Le associazioni in possesso di tale struttura organizzativa costituiscono un patrimonio per il mondo sportivo, sociale ed economico che deve essere tutelato ed aiutato.

La ricaduta sul tessuto economico è di palese evidenza ove si osservi che gli investimenti operati dalle ASD per l’organizzazione dei settori giovanili e per la partecipazione ai campionati di competenza, comportano non solo maggiore visibilità su base regionale e/o nazionale al territorio in cui operano, ma, soprattutto,  contribuiscono, nel loro insieme, ad incrementare l’economia locale, attraverso il lavoro svolto dalle maestranze locali (trasporti, imprese di pulizie, catering, acquisto materiale sportivo) e l’aumento delle presenze nelle strutture alberghiere e negli esercizi commerciali.

Pertanto le ASD, che stanno cercando di sollevarsi dopo le note vicende sanitarie, subirebbero un ingiusto e ingiustificabile danno ove venissero escluse dalle agevolazioni previste dal Decreto Legge n.104/2020.

Alla luce delle superiori considerazioni, il mondo sportivo dilettantistico si auspica che il Decreto attuativo, previsto per rendere operativa la normativa di cui all’art.81 D.L. n.104/20, modifichi la stessa, rendendo utilizzabile tale “tax credit” anche alle società sportive che usufruiscono della Legge 398/91.

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