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Montali e Di Giacomo insieme per il rilancio della pallavolo, il patron: "Questo sport merita attenzione"

A "Salotto volley" ha parlato il direttore della Ryder Cup, la manifestazione di golf più prestigiosa del mondo che sarà di scena in Italia nel 2022

Quando mancano poco meno di due settimane dall’Assemblea ordinaria per eleggere il board che guiderà il comitato regionale Fipav Sicilia per il prossimo quadriennio, il “Salotto del Volley” raggiunge la doppia cifra e si conferma ancora una volta un momento apprezzatissimo di partecipazione e di approfondimento.

Dieci puntate andate in onda tutti i martedì sera (ad eccezione della puntata numero 9, trasmessa di lunedi) sulla pagina Facebook ufficiale del candidato Presidente a Fipav Sicilia, Nino Di Giacomo, che per oltre due mesi hanno regalato ai tanti appassionati e sostenitori del candidato testimonianze di altissimo spessore, grazie alla partecipazione di personaggi di spicco del panorama sportivo nazionale ed internazionale insieme ai quali approfondire le tante tematiche trattate all’interno del programma collettivo di Di Giacomo.

L’ultimo super ospite, solo in ordine di tempo, è stato il grande Gian Paolo Montali, riconosciuto come uno tra i tecnici italiani più vincenti di sempre: tra i tanti titoli conquistati spiccano l’argento alle Olimpiadi di Atene 2004 ed i due titoli continentali, che si sommano a diversi scudetti e tantissimi successi. Un personaggio di altissimo profilo che grazie alla sua grandissima competenza è riuscito anche ad imporsi in altre esperienze lontano dal mondo del volley, come quella manageriale nel mondo del calcio, prima alla Juventus e poi alla Roma. Oggi, invece, è il direttore della Ryder Cup, la manifestazione di golf più prestigiosa del mondo che sarà di scena in Italia nel 2022.

“Devo fare i complimenti a Nino Di Giacomo ed alla sua squadra per la decisione di realizzare questo format di appuntamenti - questa l’analisi di Montali - SI tratta di novità assolute, momenti di crescita fondamentali per tutto il movimento perchè permettono il confronto e l’approfondimento e ci permettono anche di capire che Nino ha tutte le carte in regola per poter pensare in grande: qualificazione, competenza, passione, esperienza e conoscenze, nel mondo del volley in particolare ed in quello sportivo in generale. Del resto, una grandissima capacità di Di Giacomo è stata sempre quella di riuscire a costruire relazioni e sinergie. Proprio da questo si deve partire: la Sicilia è una Regione straordinaria, con un grande passato e che merita di tornare presto in alto. Sono certo che Nino saprà portare nel movimento regionale le stesse grandi idee che gli hanno permesso una lunga e bellissima carriera nel mondo della pallavolo”.

“Ha detto bene Montali quando sostiene che la Sicilia ha un grande passato - commenta Nino Di Giacomo - La nostra Regione ha una storia di successi importanti e noi vogliamo decisamente invertire la rotta e vogliamo tornare il prima possibile ai fasti di un tempo. Una delle basi di partenza e delle principali strategie che dobbiamo mettere in atto, ne sono decisamente convinto e più volte l’ho sottolineato nel mio programma, è quella di far tornate i nostri ragazzi ad appassionarsi e divertirsi con la pallavolo. Oggi soffriamo un calo preoccupantissimo di partecipanti al nostro movimento, soprattutto per quanto riguarda il mondo maschile. Le cause ovviamente sono diverse ma le soluzioni non possono prescindere dalla programmazione di nuove strategie di reclutamento e di coinvolgimento dei ragazzi e, parallelamente, bisogna puntare sulla formazione degli staff societari, dagli allenatori ai dirigenti, affinchè possano avere le competenze necessarie non solo per reclutare ma anche per educare sportivamente e personalmente il giovane nel suo percorso di crescita”.

“Unire le forze e fare squadra in questo momento è determinante prosegue Montali facendo eco alle parole di Di Giacomo - Un punto di partenza e di riferimento, ad esempio, potrebbe essere quello di unire le forze tra più squadre per creare un team di altissimo livello, perché queste squadre ed i loro giocatori possano diventare dei modelli per i giovani, dei punti di riferimento positivi per i ragazzi. Ha detto bene Nino quando sostiene che bisogna trovare nuove strategie. La difficoltò di reclutamento oggi è tangibile e parte da diversi livelli, come quelli scolastici ed amministrativi. Una volta, ad esempio, la scuola era una grande fucina di atleti per il nostro movimento e quindi deve tornare ad essere coinvolta attraverso dei programmi strategici innovativi. Cosi come anche la Federazione dovrà avere il compito di coinvolgere in maniera concreta le amministrazioni locali per sostenere il nostro movimento e per sostenere queste società nel loro rapporto con il territorio. Ed allo stesso modo la Federazione stessa deve fare un lavoro di sostegno fondamentale. Parlo di sostegno economico anche partendo dalle cose più banali come la fornitura di materiale ed attrezzature sportive. Ma parlo anche di sostegno organizzativo e gestionale: diventa fondamentale affiancare le società nella costruzione di modelli sportivi e di modelli di business, per permettere loro di diventare sostenibili e di costruire percorsi territoriali di coinvolgimento, riuscendo di conseguenza ad interloquire con successo con il tessuto sociale ed i nostri giovani”.

Di scuola, giovani ed entusiasmo ne parla tante volte Nino Di Giacomo all’interno del suo programma collettivo, convinto che sia uno dei modi per dare uno stimolo immediato al network regionale, da troppi anni fermo su sé stesso. “Riusciremo a riportare i ragazzi a giocare a pallavolo solo quando capiremo che dobbiamo farli giocare e divertire, perché dalla competizione nasce l’entusiasmo. Competizioni che una volta venivano realizzate già all’interno delle scuole: ricordo ad esempio i Giochi della Gioventù, momenti aggregativi importantissimi per i nostri ragazzi e fondamentali per il movimento pallavolistico giovanile. Ma il reclutamento da solo non basta: dobbiamo riprogrammare in maniera corretta la formazione di atleti, dirigenti e tecnici, cosi da garantire la permanenza più lunga possibile di un ragazzo all’interno de nostro movimento”.

“C’è poco da discutere in questo senso: chi vuole fare questo mestiere deve formarsi, documentarsi ed imparare - prosegue Montali in risposta a Di Giacomo - Bisogna investire nella formazione e nella qualificazione di tutte queste figure che compongono le società e che ne sono la vera anima, nel bene e nel male. Diventa fondamentale, quindi, un movimento programmato di formazione continuativa a 360gradi , creando anche dei modelli organizzativi per supportare le società nel loro lavoro di crescita. Adesso, tra l’altro, ci stiamo trovando in un momento talmente complicato che abbiamo una sola scelta da fare: invertire la tendenza. Oggi abbiamo riscoperto il valore del tempo e delle relazioni e proprio da questo dobbiamo ripartire per progettare la nostra nuova realtà. Chi avrà la capacità di organizzare nuovi modelli organizzativi, puntando in primis sulle relazioni e sulle sinergie, indubbiamente sarà avvantaggio rispetto ad altri. Bisogna avere la forza e la determinazione di riprogrammare la nostra organizzazione, senza il timore di imbatterci nelle novità ma anzi giocando di anticipo e valorizzando a pieno il nostro mondo in tutte le sue sfaccettature. In questo sono convito che Nino Di Giacomo potrà dare un enorme contributo alla Fipav Sicilia. È un uomo di grande esperienza che nel suo trascorso sportivo ha portato tantissime novità con grandi risultati e saprà certamente progettare al meglio per il rilancio della Sicilia pallavolistica, puntando anche sul territorio e sulle sue potenzialità in modo tale da costruire una rete di eventi in grado di attrarre risorse e si fungere da stimolo per la crescita dell’intero tessuto economico-sociale isolano". 

“Bisogna pensare in grande - conclude Di Giacomo - Non bisogna fermarsi ma bisogna guardare avanti con decisione e con grande senso di responsabilità. Amo la mia Sicilia ed amo la pallavolo, dalla quale ho ricevuto tanto. Adesso spero di poter restituire quello che ho ricevuto alla mia terra ed al mio movimento”.

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