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Il diesse dell'Akragas volley Luigi Allegra e la sorella Lorena

Il diesse dell'Akragas volley Luigi Allegra e la sorella Lorena

Il ds dell'Akragas volley Luigi Allegra: "Amo questo lavoro, dedico la vittoria a mia sorella"

L'intervista esclusiva del direttore sportivo della squadra di pallavolo femminile, il giovane palermitano racconta della sua vita trascorsa tra i maggiori parquet d'Italia, il sogno di portare in alto la 'sua' squadra di pallavolo, ma anche l'amicizia fraterna con la pallavolista Annalisa Sannino

"You e me" con il diesse dell'Akragas volley Luigi Allegra. Una lunga intervista con il direttore sportivo della squadra di pallavolo femminile neo promossa in serie B1. Una vita trascorsa tra i maggiori parquet d'Italia, il sogno di portare in alto l'Akragas volley, l'amicizia fraterna con la pallavolista Annalisa Sannino e la dedica alla sorella Lorena Allegra. 

- Si dice che dietro una grande squadra c'è sempre un grande direttore sportivo, che voto si da in questa stagione?
"Dietro una grande squadra c’è un grande staff  tecnico, capitanato da un grande mister quale Tani Frinzi Russo, un grande staff medico con un super Michelangelo Burgio e una grande dirigenza. Senza loro non ci sarebbe una grandissima squadra, sono fortunato e onorato di farne parte. Spero di aver ripagato la fiducia accordatamimil voto alla stagione è indubbiamente semplice da capire: 10".

- Qual è stato secondo lei l'acquisto più azzeccato di questa splendida annata?
"Non farò un nome, perché sarebbe limitante e non renderebbe giustizia alle altre. In una stagione come quella che si sta avviando alla conclusione non si può ridurre tutto ad un nome. Farò delle note di merito, in primis al gruppo storico, che considero un vero e proprio nuovo acquisto, perché ricercate e desiderate da tutte le miglior formazioni di B2 e di B1. Siamo riusciti a trattenere, grazie solo alla loro volontà, in ordine alfabetico (per non scontentare nessuna ) Tatiana Lombardo, Speranza Maiello e Annalisa Sannino, alle quali va aggiunta anche Livia Magherini, per aver creduto nel progetto anche quando nessuno ci dava fiducia per aver onorato la maglia dell’Akragas sin dal primo giorno e per aver superato infortuni e difficoltà di ogni tipo senza mai lesinare impegno e fatica, a Scilla Basciano, giocatrice di livello superiore, che nonostante avesse giocato la stagione precedente i playoff per la serie A. ha accettato una categoria inferiore abbracciando in toto il nostro progetto. A Melania Blunda, anche lei proveniente da categoria superiore, in questo caso la serie A2, ed aver dato tutto per la nostra maglia, ad Ambra Composto, per essersi rimessa in gioco in un ruolo nuovo (lei è una centrale ed ha giocato Opposta) e per essersi sempre resa disponibile quando la squadra ne ha avuto bisogno, rendendo sempre al 100percento sia come opposta che come centrale, una scommessa vinta a Federica Pietrangeli, libero di categoria superiore, se non di due categorie superiori, che durante la stagione ha dato solidità e sicurezza alla nostra seconda linea. A Carlotta Caruso, giovane palleggiatrice di prospettiva con doti fisiche indiscutibili, che avrebbe giocato titolare in molte squadre del nostro girone, a Emanuela Scalia, una scoperta, una ragazza d’oro e nonostante fosse alla sua prima esperienza in B, una vera professionista. Dulcis in fundo Luca Scandurra, un amico prima che un mister, un professionista unico e un vero conoscitore della pallavolo, insomma l’acquisto migliore della stagione è indubbiamente il gruppo che si è creato".

- Qual è stato il momento in cui hai pensato 'siamo davvero forti'?
"Sinceramente via via che le giocatrici dicevano si al nostro progetto e il gruppo si andava assemblando pensavo che la squadra che stavo mettendo su fosse forte, molto forte, durante le amichevoli pre-campionato (fatte volutamente con squadre di categoria superiore) la squadra non ha mai perduto senza lottare o senza dare filo da torcere alle più quotate avversarie. Ad onor del vero una buona parte di queste amichevoli sono state a nostro favore, questo mi ha fatto ben sperare per l’esito del campionato. Il crocevia però è stato sicuramente a Vittoria, contro il Kamarina, dopo essere andati sotto 2-0 e con un’assenza pesante come quella di Annalisa Sannino, la squadra si è ricompattata ed ha avuto la forza e la capacità di ribaltare partita e risultato. Quella è stata una prova di forza che ci ha dato consapevolezza dei nostri mezzi, e che ci ha fatto capire che ogni partita andava affrontata con umiltà e impegno totale, altrimenti avremmo rischiato in tutti i campi".

- E' difficile essere direttore sportivo di una squadra femminile?
"Non è una passeggiata. Ogni ragazza ha le proprie esigenze, e non è facile farle collimare fra di loro e con quelle della società. Però l’andamento del campionato ha fatto sì che tutti i piccoli problemi che sorgevano (come è normale) durante la stagione, venissero superati col sorriso".

- Se lei non avesse fatto il direttore sportivo, che lavoro avrebbe fatto?
"L’attività di diesse non è la mia attività principale, ma è sicuramente ed indubbiamente quella in cui riverso più amore e passione. Probabilmente se i dirigenti dell’Akragas non mi avessero affidato questo importantissimo incarico, avrei proseguito a giocare a pallavolo ancora per un altro paio di anni".

- Chi è Luigi Allegra fuori dal parquet del Nicosia?
"Non saprei, credo sia un ragazzo normale, semplice che ha la fortuna di lavorare dall’età di 18 anni. Un ragazzo che si sveglia ogni giorno della settimana alle 7 per affrontare una nuova giornata, e che durante i suoi momenti liberi corre ad Agrigento una o più volte a settimana per stare accanto alla squadra. Una persona che ama scherzare e stare in compagnia e ama follemente la sua splendida famiglia, nutre un grande amore per questo sport e vive intensamente e con passione tutto quello che lo riguarda. Appena ha un momento libero, da lavoro o squadra, scappa a vedere partite di volley, siano esse di III divisione o di serie A".

- Lavorativamente parlando, qual è il suo più grande sogno?
"Per un ragazzo come me, che ha vissuto in prima persona gli anni d’oro della pallavolo palermitana (facevo parte delle giovanili dell’Iveco), il sogno da realizzare è scontato: mi piacerebbe rivivere i fasti della serie A, se si riuscisse a realizzare ad Agrigento sarebbe davvero il top. Il palazzetto pieno, la gente che ti incita dal primo all’ultimo punto, far conoscere Agrigento in giro per l’Italia non per le sue mancanze o per i suoi problemi, ma per le sue eccellenze per le sue caratteristiche uniche. Sarebbe davvero bellissimo".

- All'Akragas volley fa rumore il possibile addio di Annalisa Sannino. Sente di poter far qualcosa per trattenere uno dei pilastri di questa squadra?
"Lisa è più di una giocatrice dell’Akragas, è una sorella ed un’amica, è la persona con cui litigo di più fra le ragazze ma allo stesso tempo la persona con cui rido e scherzo maggiormente. Ha un posto speciale nel mio cuore. Ho vissuto insieme a lei ogni singolo infortunio che l’ha perseguitata negli ultimi due anni, abbiamo lottato e ci siamo sostenuti a vicenda nei reciproci momenti di difficoltà. Dopo ogni infortunio la sua carica agonistica cresceva e metteva sempre più tenacia e convinzione nei suoi allenamenti. Il fatto di aver realizzato l’ultimo punto che ha significato la matematica promozione in B1 è la giusta ricompensa per i tanti sacrifici. Per quanto riguarda la sua permanenza, è nomale che dopo tantissimi anni trascorsi in Sicilia voglia tornare vicino alla sua famiglia e ai suoi cari, qui avrà sempre le porte aperte e i tappeti rossi ad accoglierla, ma conosco benissimo Lisa, e con lei i colpi di scena sono assicurati".

- Tornando alla promozione, sente di dedicare la vittoria del campionato a qualcuno?
"Ci sarebbero tante persone a cui dedicarla. I dirigenti Nino La Valle, Dino Castronovo e Giovanni Crosta per avermi dato la possibilità di essere il diesse di questa magnifica squadra, che non mi hanno mai lesinato consigli e rimbrotti quando necessari, e con i quali si è instaurato un rapporto magnifico, ma anche Franco Nobile che ci ha supportato fin dal termine della stagione precedente e che ci ha dato la forza di continuare questa magnifica avventura dopo la batosta di Caserta. A Tani, per la sua fiducia e per i sacrifici che fa ogni giorno per la squadra, a tutte le ragazze che hanno dimostrato di essere delle serie professioniste e delle atlete con la A maiuscola. Ad ogni singolo agrigentino che ogni domenica ci ha sostenuto e ci ha incitato, la dedico a me stesso, perché un po’ è anche mia, e infine a mia sorella la persona più forte, splendida e solare che io conosca, con la quale abbiamo vinto tante battaglie, anche questa".

- In conclusione, cosa si aspetta dalla stagione che verrà?
"Il paese sta attraversando un momento economico-politico difficile e particolare, non è facile in nessuna parte di Italia fare sport e farlo ad alti livelli. Basti vedere cosa succede nella nostra serie A di volley e non solo. Detto questo abbiamo la fortuna di avere alle spalle due imprenditori capaci e lungimiranti che ci hanno dato la possibilità di affrontare questa stagione al meglio, mi riferisco alla Nobile Oil group spa e alla Ciulla Srl e che sono sicuro che ci sosterranno al meglio anche la prossima stagione. Dal canto mio sono già al lavoro, di concerto con lo staff tecnico, per cercare di migliorare ulteriormente una formazione che già quest’anno avrebbe potuto fare un campionato più che dignitoso in B1. Sicuramente,  sarà impossibile ripetere le gesta di quest’anno che ritengo irripetibile, lavoreremo per il meglio, con la volontà di voler costruire una grande Akragas".

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