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Il dopo Akragas-Cavese, la dirigenza biancazzurra: "Noi non molliamo"

I vertici della società biancazzurra esaminano a freddo la sconfitta di domenica. Un lungo comunicato stampa che sottolinea la volontà di proseguire un cammino vincente

La dirigenza dell’Akragas e lo staff tecnico si sono riuniti nel corso del pomeriggio di ieri per affrontare le problematiche sorte a seguito della sconfitta maturata all’Esseneto contro la Cavese.

"Sono state analizzate a fondo le ragioni che hanno determinato il maturare della sconfitta - spiega la società in un comunicato stampa - ma si è dovuto anche prendere atto con dispiacere delle contestazioni di fine partita, approfondendone le ragioni. Il calo di prestazione che ha determinato la sconfitta è contingente e assolutamente non strutturale. La squadra riprenderà a vincere e convincere nel segno di quanto dimostrato sinora, anche con il prossimo recupero dei tanti infortunati, alcuni dei quali purtroppo, come noto, non rientreranno presto. Occorre evidenziare che questa dirigenza e questa squadra, da tre anni a questa parte hanno lavorato con grande impegno e determinazione ed hanno realizzato importanti risultati, portando l’Akragas in serie D dopo ben 18 lunghi anni, vincendo un campionato d’eccellenza con un brillante cammino e disputando, quest’anno, matricola in serie D,  un grande campionato che va certamente oltre le stesse aspettative della dirigenza e della città intera. Questo assunto è assolutamente indiscutibile ed è un fatto che nessun agrigentino akragantino di buon senso può mettere in discussione".

"La dirigenza - ammette - inoltre, in relazione alla contestazione di fine gara, esprime il suo più profondo rammarico, condannandone il metodo violento e oltraggioso della dignità dei calciatori e di tutto lo staff tecnico oltre che della stessa dirigenza. Durante tale contestazione infatti i calciatori sono stati fatti oggetto di insulti, sputi e lancio di oggetti".

"Con riferimento poi al caso Valenti - la dirigenza comunica - che certamente i fatti contestatigli sono frutto di incomprensione degli accadimenti convulsi che si sono succeduti nel dopo gara. Non è certamente in discussione il valore tecnico del ragazzo che ha avuto una reazione eccessiva, ma certamente questa reazione non era indirizzata alla curva sud, verso la quale ha sempre avuto il dovuto rispetto, bensì verso uno/due soggetti che lo avevano bersagliato con sputi e lancio di bottigliette".

"Il comportamento del giovane portiere classe ’93 - ammette la dirigenza -  è forse sembrato irrispettoso ai tanti tifosi che affrontano sacrifici per venire allo stadio a tifare per i propri colori e che seguono in trasferta la squadra con amore e dedizione, ma lo stesso portiere ha sempre dimostrato attaccamento alla maglia, dedizione al lavoro e partecipazione convinta ed entusiasta agli obiettivi della dirigenza e della squadra.

"In conclusione, dunque, la dirigenza dell’Akragas, nell’annunciare con il presente comunicato la prosecuzione del silenzio stampa, stigmatizza con fermezza la contestazione di fine gara, comprendendone le ragioni, ma certamente non giustificandola soprattutto nel metodo. 
In questi momenti occorre fare uno sforzo comune, calciatori dirigenti e tifosi per ricreare quella simbiosi che porterà la squadra a realizzare nuovi importanti successi; è questa la ricetta per riprendere il cammino con la forza dimostrata in questi tre anni e la dirigenza si dice sicura che la curva sud ancora una volta mostrerà la propria coesione".

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