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Sabato, 21 Maggio 2022
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Piazza saluta la Fortitudo, il play maker: "Mayer? E' un grande amico"

Il bolognese parla ai microfoni del sito ufficiale della Moncada. Il suo rapporto con il diesse ed i saluti alla "sua" città

Ale Piazza saluta la Fortitudo, il play annuncia il suo addio dal club di Agrigento. Piazza, è arrivato ad Agrigento quattro anni fa regalando alla Fortitudo un apporto fondamentale.

Le gesta del numero 21 le ricordano tutti, grinta e tenacia da vendere, ma anche figlio di un’innata leadership. Piazza va via, lo fa in punta di piedi proprio come è entrato.

Pochi clamori ed una scelta che lui stesso ha ammesso di essere stata fatta a malincuore. Il play maker saluta Agrigento, città che lo ha adottato. Nulla da recriminare al bolognese, per uno che in campo ha sempre disegnato giuste geometrie.

DI SEGUITO LINTERVISTA COMPLETA 

Quattro anni ad Agrigento. Quali sono i pensieri che ti passano per la mente adesso?

“Mi vengono in mente tanti momenti, quasi tutti belli. Da quando sono qui ho vissuto solo anni di successi, ed era così già da prima con il gruppo storico che aveva vinto la DNB. Sono arrivato qui dopo aver cambiato moltissime squadre, ed è ovvio che questi quattro anni rimarranno nel mio cuore. I punti più alti sono stati sicuramente la vittoria della A2 Silver e la finale della A2 Gold con Torino, le qualificazioni in Coppa Italia, le vittorie come quella contro Mantova nei playoff, e anche quest’anno dopo un inizio molto difficile siamo riusciti ad arrivare tra le prime quattro. Poi, si sa, i playoff sono una brutta bestia”.

Dovendo scegliere, il momento più bello in assoluto?

“Credo che negli occhi di tutti ci siano i playoff del 2015 fino alla finale. In quelle settimane si respirava un entusiasmo incredibile, sentivamo l’attaccamento di tutta la città e c’era un ambiente fantastico. Noi sul campo vincevamo contro squadre che spendevano molto di più, da neopromossi credo non potessimo fare di meglio. Penso che sia stato l’apice della storia cestistica di Agrigento, e per tutti noi qualcosa da ricordare per sempre”.

Arrivato, dunque, il momento di andare via. Quali sono state le riflessioni di Alessandro Piazza?

“Ci ho pensato tanto. Dopo tanti giorni di riflessione su cosa fosse meglio fare, la scelta della società di ringiovanire la squadra e ridimensionare le spese credo che sia molto responsabile visto il momento attuale e anche la difficoltà di competere la promozione. In questo contesto, per me, era tempo di cambiare, anche ripensando ad alcuni segnali che erano arrivati nel corso della stagione. Ho fatto questa scelta a malincuore ma probabilmente è meglio per tutti. Puntare su un giovane come Ruben Zugno, rispetto a me, può essere una cosa più saggia”.

E ora è il momento dei ringraziamenti. Due anni fa, quando dovevi decidere se rimane qui, i tifosi si mobilitarono. Partiamo da loro?

“I tifosi agrigentini posso solo ringraziarli, perché mi hanno fatto sentire a casa. Agrigento è un posto che ho preferito al ritorno a Bologna, due anni fa, questo la dice lunga su come sia stato bene qui. Ringrazio tutti i tifosi, tutte le persone che mi hanno sempre trattato con i guanti. Ringrazio in particolare la Fortitudo Family e tutti i ragazzi che sono venuti a vederci nelle trasferte per tutta la stagione dove, spesso ci hanno visti fare delle brutte figure. Nonostante questo ci hanno sempre sostenuto e applaudito, e nei momenti brutti non hanno mai fatto mancare il loro appoggio e ci sono sempre stati vicini. Quindi grazie a loro, ora è il momento di altri grazie”.

Prego.

“Ringrazio il presidente Salvatore Moncada per tutto quello che ha fatto, per la stabilità e l’apporto che ci ha dato in questi anni. Ringrazio coach Franco Ciani e tutto lo staff tecnico perché sicuramente i meriti di questi anni vincenti passano sicuramente anche da loro, che hanno dato la possibilità a noi di esprimerci nel migliore dei modi. Ringrazio Cristian Mayer: con lui ho avuto un rapporto speciale. Mi ricordo un episodio su tutti, durante la mia prima stagione qui: iniziammo con 2 vinte e 4 perse e io non stavo giocando bene. Mi invitò a cena a casa sua, spronandomi e dandomi tranquillità, non mi era mai successo che un g.m. facesse questo per me. Probabilmente lì mi sentii davvero a casa, lui mi ha aiutato molto a uscire da un periodo difficile. Lo ringrazio per tutte le ore spese con lui in palestra per migliorarmi al tiro e nei fondamentali. Per me è stato più di un general manager, più di un amico. E’ una grande fortuna per la società e per Agrigento averlo qui, perché ha grandi meriti. Saluto e ringrazio tutti i compagni di squadra che ho avuto, perché se in questi anni abbiamo sempre avuto stagioni vincenti lo devo molto anche a loro. Non so chi rimarrà l’anno prossimo, ma sicuramente la mentalità che abbiamo avuto in campo in questi anni è merito di tutti i ragazzi che sono passati da qui: quelli che c’erano quando sono arrivato, quelli che sono arrivati dopo e, mi auguro, quelli che arriveranno”.

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