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Cori razzisti a Walid Mumuni, parla Giancarlo Cigna: "E' tutto falso"

Organizzata ieri mattina, venerdì 25 maggio, una conferenza stampa indetta dalla Polisportiva Mario Mura, dopo le polemiche sorte nel corso della settimana sulla partita di gara 2 contro il Cus Messina

Organizzata ieri mattina, venerdì 25 maggio, una conferenza stampa indetta dalla Polisportiva Mario Mura, dopo le polemiche sorte nel corso della settimana sulla partita di gara 2 contro il Cus Messina. Grande amarezza e incredulità, infatti, hanno creato le parole apparse in un articolo sul sito www.imgpress.it e da lì divulgatesi a macchia d’olio in rete.
 
Alla conferenza stampa erano presenti tutte le emittenti televisive locali e le testate giornalistiche. Ad aprire la conferenza stampa il presidente della società sportiva Giancarlo Cigna il quale ha subito tenuto a precisare che l’incontro con la stampa era stato voluto non per fomentare ulteriori polemiche, ma per chiarire gli episodi di cui si è stati accusati. A fronte di una partita giocata con estrema lucidità e correttezza, in cui la formazione biancorossa è riuscita ad infliggere, seppur di soli 2 punti, la prima sconfitta in campionato alla quotata Cus Messina, il post partita è stato qualcosa di indegno. 
 
"Le accuse - spiega il massimo dirigente - piovute sulla società, i giocatori e i tifosi ultras sono di razzismo. Sul suddetto sito, infatti, è stata data la notizia, da un 'giornalista' anonimo, di cori razzisti dedicati al giocatore di colore Walid Mumuni. In una prima comunicazione si era addirittura affermato che la partita era stata interrotta a causa di questo deprecabile episodio. Nulla di più falso, così come dimostra la prova video della registrazione integrale dell’incontro. Non è stato detto però del dono di benvenuto che coach Manzo aveva consegnato nelle mani del suo antagonista Sidoti, né degli insulti che quest’ultimo ha rivolto ad una signora del pubblico, né, ancora, che squadra e accompagnatori hanno abbandonato il campo senza dare la consueta stretta di mano agli avversari".
 
Cigna ha ribadito che la loro replica si è fatta attendere solo perché si sono volute acquisire le immagini della registrazione integrale dell’incontro trasmessa da Trc e poter dimostrare l’infondatezza delle accuse. Alla delusione e amarezza del presidente Cigna si è sommata quella di coach Beto Manzo, il quale si è chiesto come mai non si sia parlato della partita e del risultato, montando invece una grande menzogna. Manzo ha dichiarato che sporgerà denunzia nelle opportune sedi contro il sito che ha messo in rete le infamanti accuse. 
 
A concludere la conferenza il portavoce del gruppo iltras di Canicattì, Luigi Guagenti, che ha fermamente respinto le  accuse. “Sostenere che gli episodi, del tutto falsi e attributi alla nostra formazione, abbiano infangato il mondo del basket e della città di Canicattì, soprattutto perché accaduti in un palazzetto dello sport intitolato ai giudici Livatino e Saetta, è cosa gravissima. Il nostro gruppo, sorto nel 1995, è regolato da codici interni basati sulla lealtà e il rispetto sportivo di giocatori e tifoserie e chi contravviene a queste regole viene allontanato tempestivamente. Ci spiace per come sia stata strumentalizzata la vicenda e vorremmo far notare a Mumuni che i veri atti di razzismo perpetrati nei suoi confronti provengono proprio da chi ha vergognosamente messo in scena questa inqualificabile farsa. Il nostro consiglio a Mumuni – conclude Guagenti - è quello di lasciare la panchina del Messina e venire a giocare in una delle due formazioni cestistiche del Canicattì, in cui potrà toccare con mano il rispetto che da sempre dirigenti, squadra e pubblico hanno nei confronti di tutti i giocatori, stranieri per primi".
 
Un attestato di solidarietà per gli spiacevoli atti accaduti è stato fatto pervenire dal presidente del Consiglio comunale, Mimmo Licata, al presidente della Polisportiva Mario Mura, nel quale si è detto fortemente dispiaciuto dell’accaduto. "Sarebbe auspicabile che prima di mettere in rete notizie se ne verificasse la veridicità e la provenienza delle stesse per scongiurare il pericolo pubblicare falsità solo per dar voce a insensate ripicche. A ciò si aggiunge la leggerezza della Federazione che già dall’indomani e prima di leggere il verdetto arbitrale aveva mandato attestati di solidarietà alla società peloritana".
 
Dal canto suo Sidoti ha dichiarato che "mai, in trent’anni di carriera, aveva assistito a simili fatti, dichiarazione che potrebbe essere del tutto falsa, visto che apre che proprio il coach Sidoti sia stato protagonista di aggressioni fisiche. Ci si augura che gli episodi non inaspriscano il clima in campo e che domenica si giochi in maniera corretta e leale".
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