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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Calcio

Akragas, Maiorano traccia la via: “Continuare a giocare ogni partita come se fosse una finale”

Arrivato in estate dopo una lunga carriera che lo ha visto militare tanti anni tra i professionisti, il centrocampista campano è diventato in poco tempo uno dei cardini della squadra: “Sono qui sia per la piazza che per la voglia che c’è di fare bel calcio”

Stefano Maiorano è senza dubbio uno dei giocatori di maggiore esperienza e storia nell’attrezzata rosa dell’Akragas. Dopo una carriera che lo ha visto giocare quasi 200 partite nel professionismo e militare in squadre importanti come Messina, Juve Stabia, Latina e Catanzaro per citarne alcune, l’interno campano ha scelto di sposare la causa akragantina divenendo subito il perno del centrocampo biancazzurro grazie alla sua qualità accompagnata alla capacità di essere nel vivo della partita in entrambe le fasi di gioco.

Maiorano spiega in prima battuta le ragioni per cui ha deciso di giocare per il Gigante: “Io ho accettato l’Akragas sia per la piazza -racconta ad AgrigentoNotizie - una piazza blasonata con una grande squadra che avevo affrontato già in C, sia perché sono stato convinto dal progetto. Ho prima parlato col direttore Cammarata, e poi ho conosciuto il mister: mi hanno parlato del progetto e ho percepito la serietà e la voglia di fare calcio, una cosa che oggi è difficile trovare. Quindi non è stato difficile fare questa scelta”.

Il centrocampista nativo di Battipaglia spiega come sin da subito abbia avuto la sensazione di essere in un gruppo dai valori tecnici e attitudinali molto alti: “Quando sono arrivato - spiega - a parte Gambino, contro cui ho giocato tanti anni in C, non conoscevo nessuno ma sin da subito ho visto una squadra veramente forte. Nelle prime uscite ho avuto la sensazione di una squadra che era ancora al 75% delle sue possibilità. Non dimentichiamo che all’inizio per varie vicissitudini iniziali sono stati persi 15 giorni di ritiro che sono fondamentali e si è partito in ritardo ma comunque si vedeva che c’era un gruppo sano, forte e voglioso di fare un bel campionato”.

Il mediano biancazzurro spiega come questa dimensione di squadra, combinata al grande impegno profuso sia la chiave dei successi recenti della squadra: “Stiamo raccogliendo - afferma - quello che facciamo in allenamento. La squadra si allena bene, ha grande voglia, è unita. Io sono sempre convinto che la prestazione sia lo specchio del lavoro che si fa in allenamento in settimana a prescindere dall’impegno che ti attende”.

Maiorano parla poi di questo girone A di Eccellenza, categoria che sta affrontando per la prima volta in carriera proprio in questa stagione, sottolineandone lo spessore: “Io ho fatto la Serie D sia a inizio carriera che negli ultimi anni - dice - posso dire che sono due mondi diversi: c’è differenza di livello tra la quarta serie di una decina di anni fa e quella che si gioca adesso. Posso dire tranquillamente che il Girone A di Eccellenza non ha nulla da invidiare all’Interregionale. Ci sono squadre organizzate e giocatori di qualità che non si trovano nelle squadre di medio-bassa classifica della Serie Dilettanti. Non mi aspettavo un livello così alto: in Eccellena giocano sempre 9 over e sono praticamente sempre profili di qualità. Penso che chi venga a vedere le partite del girone A veda uno spettacolo di livello più alto della D”.

In chiusura il centrocampista biancazzurro esprime le sue sensazioni in vista della sfida di domenica che vedrà l’Akragas impegnato contro la Parmonval all’Esseneto: “Mi aspetto un avversario agguerrito - conclude - visto che ha necessità di far punti. Conosco bene Davide Carioto, che è un grande attaccante per la categoria e penso che verranno qui per fare qualcosa di buono. Ripeto però che a prescindere dall’avversario siamo noi gli artefici del nostro destino: dobbiamo pensare principalmente a noi, avendo sempre rispetto dell’avversario ma facendo il nostro gioco come se giocassimo sempre col Canicattì o qualunque altro scontro diretto. La differenza in questa categoria è data proprio da questo: vivere ogni partita come se fosse una finale. Noi lo stiamo facendo, perché nelle partite fatte fino ad ora non c’è stato mai un approccio sbagliato: siamo sul pezzo, abbiamo voglia e fame di risultati”:

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