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Giovedì, 26 Maggio 2022
Calcio

L’aggressione a Crivello diventa un caso, il Mazara: “ È stata una colluttazione, lo Sciacca strumentalizza la vicenda"

Dopo la conferenza stampa e il ricorso della società neroverde arriva la risposta del club gialloblù: “Il litigio è avvenuto per ragioni sentimentali e il tecnico dice il falso quando dichiara di non conoscere la persona in questione”

Non un’aggressione ma una “colluttazione tra due persone che si conoscono per ragioni sentimentali”: questa è la versione fornita dal Mazara dell’episodio che ha comportato il ferimento del tecnico dello Sciacca Salvatore Crivello, medicato con quattro punti di sutura e successivamente trasferito per accertamenti al pronto soccorso. La società canarina inizialmente in un comunicato ufficiale uscito poche ore dopo il fatto, aveva espresso testualmente “solidarietà nei confronti dell’allenatore per l’aggressione subita”: un giorno dopo la conferenza stampa in cui il club saccense ha dato la sua versione dei fatti è però arrivata una replica in cui viene raccontata una storia diversa e si accusa sostanzialmente lo Sciacca di averne fatto un caso per ottenere la vittoria a tavolino nella gara, finita sul campo con una sconfitta per 2-1.

Il responsabile della comunicazione gialloblù Franco Scaturro in una conferenza stampa convocata ad hoc ha letto integralmente un comunicato nel quale in prima battuta veniva spiegata la vicenda rendendo noto il nome dell’aggressore e sottolineando la conoscenza tra questi e il tecnico: ““Alle 13:25 di domenica scorsa, il signor Di Giorgi - ha riferito Scaturro - qualificatosi come amico del mister Crivello, chiedeva gentilmente al nostro magazziniere di poterlo salutare prima dell’inizio della partita. Visti i nostri ottimi rapporti con lo Sciacca, società alla quale in virtù di questo avevamo concesso degli accrediti extra e la possibilità di far sostare allo stadio altri soggetti a loro riferibili tra i quali mogli e bimbi in passeggini, non abbiamo trovato in perfetta buonafede alcun motivo ostativo alla richiesta. Dopo un abbraccio e uno scambio di battute tra Di Giorgi e mister Crivello la situazione è purtroppo degenerata dapprima con insulti e in seguito con spinte e pugni da parte di entrambi i soggetti fino all’episodio culminato col ferimento di mister Crivello, che, come Mazara Calcio, condanniamo perché si parla di calcio e di sport”.

Il comunicato prosegue con alcune puntualizzazioni di merito: “Come tutti i soggetti presenti hanno già testimoniato in sede di audizioni rese alla polizia e al Commissariato di Mazara del Vallo, la discussione tra i due soggetti verteva su motivi strettamente personali legati a questioni sentimentali. Tale circostanza smentisce categoricamente in maniera incontestabile il fatto che mister Crivello non conoscesse Di Giorgi come viceversa dichiarato dal primo in varie interviste televisive e non. La società è stata lieta nell’apprendere che fortunatamente il giorno dopo la gara su canali ufficiali mister Crivello rilasciasse un’intervista nella quale dichiarava di stare bene nonché festeggiasse con la juniores dello Sciacca come da foto allegata a questo comunicato stampa che daremo ai colleghi. Per amore di verità precisiamo che, malgrado lo Sciacca inquadri l’arco temporale dell’episodio nel riscaldamento pre-gara quando anche la terna arbitrale è solitamente sul terreno di gioco, nessun giocatore dello Sciacca era presente in campo al momento della lite, come si potrà evincere dal referto arbitrale che gode di fede privilegiata innanzi agli organi di giustizia sportiva”.

La società canarina ha poi spiegato cosa è successo nei momenti immediatamente successivi al fatto: “Si segnala inoltre che alla discussione erano presenti anche alcuni dirigenti dello Sciacca che nell’immediatezza dei fatti concordavano nel ricondurre l’episodio ad uno scontro del tutto personale e non legato nemmeno in minima parte all’evento sportivo. Dopo la colluttazione - perché si deve parlare di questo e non di aggressione poiché le botte se le sono date entrambi - il Mazara nelle persone del direttore generale Saverio Provenzano e del vicepresidente Roberto Bucca si è attivata immediatamente per richiedere l’intervento delle forze dell’ordine che sono intervenute prontamente accorrendo da un altro settore dello stadio in quanto impegnate nelle solite operazioni ricognitive pre-gara. Tra l’altro il sottoscritto si è financo adoperato immediatamente il primo soccorso in attesa dell’ambulanza arrivata alle 14:02: la mia prestazione, oltre che essere un dovere deontologico da medico vuole dimostrare il senso di ospitalità del Mazara, in quanto il sottoscritto rappresenta la società. Questo può essere testimoniato dagli agenti di polizia che erano con me nello spogliatoio ospite, dagli stessi giocatori del signor Crivello e dai dirigenti dello Sciacca”.

In conclusione del comunicato letto integralmente da Scaturro il Mazara ha annunciato che si difenderà nelle sedi opportune: “Continuando a condannare il deprecabile episodio di violenza che nulla ha a che vedere con il nostro modo di intendere lo sport siamo francamente dispiaciuti della strumentalizzazione di quanto avvenuto e dopo aver letto una ricostruzione falsa e pretestuosa dei fatti nel ricorso inoltrato dallo Sciacca, nella quale si lascia inequivocabilmente che l’aggressione -che in realtà è stata una lite esclusivamente occorsa tra due soggetti - sia stata da noi premeditata e avallata. Non potendo tollerare simili e infondate insinuazioni la nostra società si difenderà dinnanzi agli organi di giustizia sportiva federali e preannuncia che si costituirà parte civile in un eventuale processo penale tra i due soggetti coinvolti, al fine di tutelare la propria immagine nei confronti della città, dei nostri sponsor e dei tifosi gialloblù. Segnaliamo inoltre che il Mazara nella figura del suo direttore generale ha fatto presente più volte al presidente dello Sciacca e alla terna arbitrale che era disponibile a rinviare la gara (circostanza menzionata anche dalla società neroverde NdR) ma la società avversaria ha preferito disputare la gara dopo aver chiesto informazioni alla Lega e alla terna arbitrale qualora il sopramenzionato episodio potesse comportare la vittoria a tavolino a loro favore. Ricevendo risposta negativa la società Sciacca decideva di disputare regolarmente la gara ma all’esito della stessa non accettava il risultato conseguito sul campo, preannunciando e poi presentando ricorso al quale resisteremo presentando formali controdeduzioni”.

Scaturro ha successivamente attaccato il tecnico dello Sciacca per il suo comportamento: “Vorrei ricordare al sig.- Crivello -ha detto l’addetto stampa canarino -che essendo un tesserato dello Sciacca, che in quel momento rappresenta una società ma anche una città e una tifoseria, non può cadere in queste situazioni da condannare. Insultarsi con uno pseudo-tifoso o uno che dice che non conosceva ma che in realtà si è visto che erano amici su questioni personali e addirittura sentimentali, lascia amarezza perché va a testimoniare che lui in quel momento non doveva agire insultandosi prima e menandosi con l’altro. Dico a ragion veduta che il sig. Crivello rischia il daspo per farsi bello dichiarando il falso nelle conferenze stampa dicendo che non conosceva Di Giorgi. Quando dice che ha iniziato a fare calcio a Mazara che ha ricordi bellissimi della città, che ha rispetto della tifoseria, è una cosa bella ma cade in contraddizione perché lui non doveva agire in questo modo e venendo a contatto con un altro, se riceverà il daspo, che ci può stare, dove ha iniziato la carriera del giocatore finisce domenica a Mazara quella da allenatore”.

Al netto della conferma del fatto che la persona che ha colpito Crivello non facesse parte di nessun entourage e che non fosse nominalmente autorizzata a stare al Vaccara, il Mazara ha dato una versione totalmente diversa rispetto a quella fornita dal club neroverde. Una circostanza questa che potrebbe aprire scenari non solo inerenti alla giustizia sportiva dove si è registrata la non omologazione del risultato.

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