rotate-mobile
Calcio

Canicattì, il bilancio di mister Bonfatto: “Nel girone d'andata ho capito che potevamo arrivare in Serie D"

L’allenatore biancorosso ripercorre la stagione: “Ho allenato un gruppo straordinario, a Misilmeri è arrivata la svolta definitiva, siamo stati la squadra più costante”

Nella cavalcata che ha portato il Canicattì alla Serie D un ruolo importante è stato senza dubbio giocato dal tecnico Lillo Bonfatto. Arrivato in estate sulla panchina biancorossa, l’allenatore canicattinese alla sua prima esperienza nel massimo livello regionale ha saputo organizzare un collettivo di alto livello imponendosi in un girone A di Eccellenza dal livello alto. Il fatto che tra le prime quattro squadre a vincere il torneo sia stata l’unica squadra che non ha cambiato in corsa la guida tecnica è la conferma della bontà del lavoro fatto sin da subito dal 38enne allenatore biancorosso. Che adesso ripercorre questa avventura parlando delle prospettive future.

In prima battuta Bonfatto parla del percorso fatto dalla sua squadra in questa stagione gloriosa: “E’ stato bello e importante - afferma ad AgrigentoNotizie - partivamo con altri obiettivi ma progressivamente siamo stati bravi abbiamo costruito qualcosa di grazioso. Devo fare i complimenti a questo magnifico gruppo che dal 5 agosto fino alla fine ci ha seguiti rendendo orgoglioso me e lo staff. Abbiamo preparato le partite allo stesso modo, lavorando da martedì a sabato, sapendo che la domenica doveva essere una gioia perché l’idea è quella di far giocare alle mie squadre sempre un buon calcio. A tratti ci siamo riusciti, altre volte no, ma in un campionato così complicato con tante squadre che potevano vincere, siamo stati la realtà più costante, capace di stare sul pezzo”.

L’allenatore biancorosso spiega poi quali sono stati i momenti in cui si è reso conto che la storia poteva essere scritta il grande epilogo: “Il girone d’andata è stata la fase più importante - racconta - in quella fase avevamo una rosa un po’ più ristretta con 12-13 giocatori e under alla prima esperienza ma nonostante la rosa non ampia i ragazzi hanno fatto grandi cose. Non abbiamo avuto quasi mai squalifiche e infortuni, e qui faccio i complimenti al mio staff e al mio fisioterapista, sono stati straordinari. A quel punto abbiamo capito che potevamo andare lontano perché siamo rimasti lì, al vertice, anche se avevamo squadre importanti vicine, era importante rimanere al vertice. A dicembre, anche se il mercato è rimasto sempre aperto circostanza che ritengo non essere normale, ci siamo parlati con la società e abbiamo capito che poteva essere l’anno buono: abbiamo preso dunque giocatori di categoria funzionali che potevano aiutarci in un girone di ritorno, cosa che è accaduta. Poi c’è stata la gara contro Misilmeri in cui abbiamo giocato una partita perfetta sotto tutti i profili mandando un segnale al campionato: non che avessimo giocato male nelle altre partite ma quella gara ci ha dato la consapevolezza di dover premere sull’acceleratore”.

Il successo ottenuto in questa stagione per il tecnico è stato oltre che un traguardo di prestigio anche una rivincita nei confronti di chi lo riteneva non pronto per una sfida di questo tipo: “All’inizio di cose se ne sono dette tante - osserva Bonfatto -sinceramente penso che era giusto togliersi al momento opportuno, qualche sassolino. Io da allenatore penso che non sia mai corretto cercare alibi quando si perde e riconoscersi i meriti quando ci sono. Sono fatto così, sono una persona calma che conosce le sue idee, le sue capacità e quali sono le competenze. Vero sono un allenatore giovane, ma giovane non significa non essere preparato: può mancare l’esperienza rispetto ad un allenatore navigato ma l’esperienza si ottiene solo in campo. Ovviamente senza mai sottovalutare le competenze: o le hai e le migliori studiando oppure vai in difficoltà. Le competenze sono importanti anche più dell’esperienza. Poi ovviamente è importante avere un gruppo importante e quest’anno si è creato qualcosa di straordinario”.

A proposito di competenze e riferimenti l’allenatore del Canicattì spiega in tal senso quale sia l’allenatore che guarda con maggiore interesse: “Oggi sono tutti fan di Guardiola o di De Zerbi per fare degli esempi - spiega - e oggettivamente parliamo di grandi modelli di calcio perché è bello giocare da basso ma io preferisco ancora di più il gioco più veloce con attacco diretto e ricerca delle transizioni e della velocità sulle corsie laterali: in tal senso ammiro Jurgen Klopp. Penso che questo stile di gioco sia perfetto sia per le categorie superiori che a livello dilettantistico”.

In conclusione Bonfatto parla delle prospettive future: “L’anno prossimo ci sarà una D importante con tante squadre blasonate  - chiude il mister -in prospettiva sembra profilarsi un campionato che sembrerà una Serie C: potrebbero esserci squadre come Catania, Paganese, Trapani e potenzialmente l’Akragas che sta facendo un grande percorso. Si tratta di una circostanza intrigante ma al momento non ci penso: resto sul bel percorso che abbiamo fatto e che spero possa continuare nel futuro ripartendo da un progetto tecnico condiviso, che per me resta la cosa più importante al di là delle categorie”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Canicattì, il bilancio di mister Bonfatto: “Nel girone d'andata ho capito che potevamo arrivare in Serie D"

AgrigentoNotizie è in caricamento