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Canicattì, il bilancio di Pidatella: "Abbiamo dei rimpianti, sarebbe stato bello arrivare ai playoff"

Le parole del tecnico biancorosso, al termine del poker finale al Saraceno contro il San Luca: "Una stagione soddisfacente, darsi un voto non è facile. Il nostro operato lo lasciamo valutare agli altri ma i numeri sono sempre inconfutabili"

"Cercavamo quest'ultima vittoria anche se i tre punti sono arrivati da una prestazione non proprio ottimale".

Orazio Pidatella, allenatore del Canicattì, ha commentato così la prestazione dei suoi nell'ultimo turno di campionato: i biancorossi hanno battuto 4-2 il San Luca. Pidatella ha tracciato un bilancio della stagione, chiusa con 48 punti in classifica: "Darsi un voto non è facile - ha precisato - non è semplice autogiudicarsi. Gli altri devono dare dei giudizi sul nostro operato, non noi. Io ho allenato i giocatori che volevo e che potevo allenare, quando abbiamo perso è stato sempre perchè lo abbiamo meritato; quando abbiamo vinto è accaduto perchè lo abbiamo voluto visto che i pronostici erano sempre contro di noi. Mi ritengo soddisfatto del lavoro svolto, sia lo scorso anno che in questa stagione. Voglio ringraziare il mio staff di cuore, soprattutto per quanto fatto nei momenti difficili".

Il Canicattì con Pidatella ha ottenuto 75 punti da quando è arrivato in panchina un anno e mezzo fa: "Il percorso a volte è stato tempestoso - ha precisato - ma i numeri sono inconfutabili. Bisogna sempre essere ambiziosi, ci sono tanti rimpianti perchè siamo stati vicini alle squadre che hanno raggiunto i playoff: dispiace non averli giocati anche noi. Noi a inizio stagione abbiamo cambiato tanto, ci vuole sempre un po' di tempo per vedere dei frutti. Noi abbiamo fatto all'inizio cinque vittorie su sei fuori casa, dentro casa abbiamo avuto qualche passo falso. La società è stata brava sul mercato, ci riteniamo soddisfatti. I punti che abbiamo fatto dimostrano quanto di buono è stato prodotto. Un allenatore, comunque, deve allenare con quello che passa il convento: tutti vorrebbero avere in rosa calciatori che giocano in Nazionale. Bisogna adattarsi - ha concluso - accompagnare i ragazzi nella crescita. Adesso un po' di meritato riposo, il dopo per me non esiste: il lavoro è stato compiuto, poi i dirigenti lavoreranno per il futuro".

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