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Martedì, 18 Gennaio 2022
Calcio

Gambino, il gigante del Gigante: “Sogno il mio duecentesimo gol nel derby contro il Canicattì”

L’esperto attaccante classe 1984 è tornato da poco nei ranghi dell’Akragas: “L’infortunio ha condizionato la mia preparazione ma la società e il mister hanno avuto fiducia in me e adesso sono pronto”. Sul campionato: “Girone difficile, serve la giusta mentalità in ogni occasione”

Senza dubbio uno dei giocatori più rappresentativi dell’Akragas, il possente centravanti Giuseppe Gambino è tornato di recente in campo dopo un inizio di stagione tribolato tornando al gol nella partita contro il Cus. L’attaccante agrigentino classe 1984 è ad una sola marcatura dal duecentesimo gol in una lunga carriera che lo ha portato a vestire da tre stagioni la maglia biancazzurra dopo un lungo viaggio tra Serie C e D. Per il gigante del Gigante il derby contro il Canicattì potrebbe avere dunque un sapore ancora più speciale.

Gambino spiega in prima battuta cosa significhi per lui vestire la maglia della sua città: “Intanto per me era importante giocare con questa maglia - spiega ad AgrigentoNotizie -e non per finire la carriera. Non sarei mai sceso in Eccelenza se non per l’Akragas. L’emozione è tanta, gioco a casa, ogni domenica ti vengono a vedere agli amici, le persone che conosci e senti sempre quella responsabilità in più che si ha quando rappresenti la tua città. Per me è bellissimo: spero di poter dare ancora tanto per questa maglia fino a quando avrò la possibilità”.

L’attaccante agrigentino esprime anche le sue considerazioni sul campionato: “Questo è un campionato molto equilibrato -afferma -non sono emerse come al solito le due squadre che lottano: c’è un bel gruppo nutrito, con quattro cinque squadre che lottano per il vertice, forse due-tre hanno qualcosa in più ma le altre non tirano indietro. Come capita in tutte le categorie se vuoi lottare per il campionato devi sempre vincere e mai perdere punti, soprattutto con le così dette ‘piccole’ specie nel girone di ritorno, quando magari queste squadre si rinforzano tirando in fuori qualcosa in più per vincere. Li devi trovare gli stessi stimoli che ti danno le partite ‘di cartello’. Noi dal canto nostro dobbiamo continuare a lavorare così, cercare di non lasciare punti per strada contro nessuno, né con le ‘piccole’ né negli incroci diretti”.

Il centravanti akragantino spiega nei dettagli i motivi del suo inizio di stagione tribolato, ora alle spalle: “Non è stato facile all’inizio anche per un fatto emotivo - racconta -mi è dispiaciuto non poter spiegare la mia situazione in quel momento. A fine campionato a giugno, avendo una bambina piccola di pochi mesi mi sono fermato per lei, perché dovevo dedicarmi alla famiglia. Mi sono dunque fermato per la prima volta nella mia vita senza allenarmi in estate: poi sono stato richiamato e quando sono arrivato eravamo in settimana tipo in vista della Coppa Italia, facendomi subito male alla caviglia. Non ho dunque fatto la preparazione e ho avuto questo guaio: sono arrivato all’inizio del campionato con tredici giorni di lavoro sulle gambe che per la mia struttura fisica sono pochissimi. Mi è dispiaciuto che qualcuno abbia pensato che fosse un problema di età: non era questo perché da sempre avendo una struttura fisica di un certo tipo necessito di un certo tipo di preparazione. Sono tornato dunque in una condizione fisica non adeguata ma grazie al mister e al direttore che hanno avuto fiducia in me ci siamo dati tempo facendo un lavoro specifico che ha dato i suoi frutti. Ora sto bene e sono pronto anche se in questi mesi ho cercato di mettermi a disposizione della squadra mettendomi a disposizione dello spogliatoio cercando di dare l’esempio ed entusiasmo, cosa di cui sono orgoglioso. Poche settimane fa il mister mi ha detto che era il mio momento, mi ha dato delle possibilità che sto sfruttando bene: spero di poter tornare a giocare dal primo minuto per dare a me e all’Akragas ciò che meritiamo ovvero gol, risultati e vittorie”.

Gambino ha infine espresso le sue considerazioni sulla supersfida di domenica contro il Canicattì: “La partita si presenta da sola - conclude - prima contro seconda, un derby all’Esseneto davanti al grande pubblico con grandi aspettative. Se devo immaginare che partita sarà penso che giocheremo una bella partita: se devo sognare una cosa bellissima dico che sarebbe stupendo vincere con il mio duecentesimo gol e volare in testa. Certo, giocheremo contro una squadra forte e tosta, sono quadrati, il loro allenatore sta facendo bene e si vede, hanno un grande collettivo e sono amalgamati bene. Noi giochiamo in casa e c’è il primo posto in palio, dobbiamo lavorare sulla mentalità e dare tutto quello che si ha. Dobbiamo ricordarci che non siamo 11 ma una squadra: chi c’è  tra i titolari deve dare il 110% chi , il 150% chi va in panchina, chi sta fuori anche il 200. Con questa mentalità ci toglieremo grandi soddisfazioni: dobbiamo continuare come stiamo facendo.

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