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Akragas, il chiarimento di Deni: “La leadership societaria è sempre stata nostra, Anastasi via per sua scelta”

Intervenuto durante la presentazione del nuovo tecnico biancazzurro Nicola Terranova, il patron ha provato a fare chiarezza sulle circostanze degli ultimi tempi sia sul fronte societario dopo l'addio di Sonia Giordano che in merito alle decisioni tecniche

Intervenuto nella conferenza stampa di presentazione di mister Terranova il patron dell'Akragas Giuseppe Deni si è espresso in merito agli ultimi mesi della squadra, caratterizzati da una forte instabilità a tutti i livelli, tornando a parlare dell'addio di Sonia Giordano e chiarendo la vicenda della separazione con mister Anastasi.

Il patron del Gigante dopo aver ripercorso i primi mesi della sua gestione ha spiegato il motivo per cui sono arrivati e andati via diversi giocatori: “Successivamente all’apertura del mercato di dicembre pensavamo di fare cosa giusta - ha affermato - prima di tesserare i giocatori farli vedere all’allenatore per vedere se entravano nei suoi programmi e per evitare di sbagliare come fatto in precedenza con qualche acquisto. Il via vai di giocatori di cui tutti parlano è stato dovuto al fatto che la società voleva dare al tecnico profili di sicuro affidamento: siccome il mercato domestico era cristallizzato abbiamo deciso di guardare al mercato internazionale valutando profili non conosciuti né al tecnico né alla società. Questa società ha comunque il merito di aver dato dignità al blasone dell’Akragas: chi c’era prima aveva fatto qualche défaillance non lasciando ottimi ricordi”.

Deni è poi tornato sull’addio di Sonia Giordano “Siamo arrivati alle dimissioni della presidente Giordano la quale per motivi suoi ha fatto un passo indietro -ha detto - ne abbiamo preso atto, senza che questo portasse variazioni nel management perché già noi avevamo acquisito la maggioranza. La Giordano rappresentava dignitosamente il gruppo di minoranza ma tutte le decisioni sono state prese dal nostro gruppo. Tutte queste cose hanno un po’ scombussolato l’ambiente, c’era chi era convinto che la società dopo le dimissioni della Giordano non continuava ma come avete visto la società ha affrontato il dopo-Giordano in modo serio, convinto e corretto”.

Il numero 1 biancazzurro è poi tornato sulla separazione con il tecnico, divenuta definitiva questa settimana dopo un tiramolla durato settimane, ribadendo la versione delle dimissioni: “L’esclusione dalla Coppa Italia ha creato un corto circuito nella squadra - ha spiegato - secondo noi un problema psicologico che ha portato la squadra a sbandare per 3-4 settimane. Abbiamo visto chi ha sbandato un po’ e in questi casi chi deve pagare è l’allenatore: il calcio è così, ne abbiamo preso atto, tenendo anche conto che l’allenatore aveva manifestato alla società per motivi personali la volontà di dimettersi. Ci siamo organizzati tesserando uno dei migliori tecnici che c’è: Mister Terranova per la categoria è un lusso, un allenatore importante che riteniamo possa far fare il salto di qualità che serve per un campionato onorevole e perché no vincente, anche se la matematica ci è un po’ contraria, c’è la finestra dei play-off e non siamo condannati. Abbiamo dunque ritenuto di ingaggiare il mister e puntellare su sua richiesta la squadra in alcuni reparti nei quali il mister riteneva di poter alzare l’asticella. Ci siamo organizzati e siamo arrivati a questo punto. L’unico augurio che faccio a tutti, alla città calcistica e al gruppo dirigenziale è quello di stringerci attorno e far sì che il sogno che avevamo avuto si possa realizzare. Dopo la coppa Italia c’è stato un corto circuito e in questi casi paga l’allenatore, che però aveva tutta la nostra fiducia: poi il tecnico ha manifestato che per motivi personali legati alla gestione del suo bar ha rassegnato le sue dimissioni e noi ne abbiamo preso atto”.

In chiusura Deni ha voluto ribadire come da parte sua sia massima la voglia di continuare il progetto: “Nel momento in cui un socio importante col 41% -ha concluso - dismette la sua partecipazione nell’ambito dell’azionariato dell’Akragas per ragioni personali e il mio gruppo acquisisce l’ulteriore 41% vuol dire che c’è voglia di rilanciare”.

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