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Luciano Moggi

Luciano Moggi

Moggi racconta la sua Akragas: "Ad Agrigento capii di dover dire addio al calcio giocato"

A raccontare nel suo ultimo libro la sua avventura o meglio disavventura in biancazzurro è l'uomo che non ti aspetti: Luciano Moggi. L'ex dirigente della Juventus, parla dei suoi giorni nella Valle dei Templi

Il calcio ad Agrigento non è stato mai facile. Malgrado le categorie professionistiche, il gap da colmare con le atre società è stato sempre un punto debole. A raccontare nel suo ultimo libro la sua avventura, o meglio disavventura in biancazzurro, è l'uomo che non ti aspetti: Luciano Moggi. L'ex dirigente della Juventus mette nero su bianco i suoi giorni in quel di Agrigento.

"Della città - spiega Luciano Moggi nel suo ultimo libro 'Il pallone lo porto io' - ricordo l'accoglienza della gente, ma anche la povertà e il nulla più assoluto, ricordo un solo cinema come svago, mentre a mare non andai nemmeno una volta, come del resto nella Valle dei Templi". L'ex dirigente bianconero descrive l'Akragas come "negativa sotto il profilo agonistico. Fu decisiva per il mio futuro".

L'ex direttore sportivo rimase in biancazzurro per 40 giorni, nella stagione 1963-1964. Nessun rapporto con i compagni di squadra, tanto da tornare nella sua Monticiano, dove ad aspettarlo c'era la storica fidanzata Giovanna.

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