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Alessandro Colinucci "ci ricasca", polemiche per un arbitraggio dubbio

L'arbitro che tanto scalpore provocò nel derby tra Akragas e Ribera ancora una volta non smette di 'stupire' a raccontare in una lettera aperta il tutto è il capitano del Vittorio Veneto Giulia Da Re

Colinucci ci ricasca. E' questo l'incisio che potrebbe far sorridere o disperare i tifosi di fede akragantina. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale di casa Akragas, il celeberrimo arbitro di Akragas-Ribera torna a far parlare di sè.  Diventato "famoso", per qualche decisione a dir poco paradossale, il romagnolo, ricade nel "vizietto". Non sono bastate le polemiche messe in atto dal presidente dell'Akragas Castronovo, dalla società e dagli addetti ai lavori per fermare il fischietto appartenente alla sezione del Cai.

 
Colinucci, fa un balzo  di categoria e arbitra la seria A1 femminile, dirigendo il match tra San Zaccaria e Vittorio Veneto. Piovono polemiche su polemiche, un arbitraggio, a detta del capitano del Vittorio Veneto, Giulia Da Re, "irriguardoso e irrispettoso". Il capitano dei rossoblù, racconta in una lettera aperta rivolta alla Figc, a tutte le giocatrici ed arbitri della categoria, quanto è accaduto il 29 gennaio 2012.
 
"Scrivo questa lettera  per riferire di un atteggiamento assolutamente ingiusto e irrispettoso nei miei confronti, nei confronti della mia squadra ma soprattutto in generale nei confronti di tutto il calcio femminile da parte dell’arbitro Colinucci Alessandro. Pur sapendo - afferma il capitano del Vittorio Veneto - quanto poco possano contare le mie parole, spero almeno che questa lettera venga letta attentamente perché rispecchia anche un più generico malcontento di tantissime giocatrici nei confronti degli arbitri".
 
"La partita - scrive Giulia Da Re - è cominciata all’insegna della sola e pura cattiveria agonistica con pochissimo spazio per il bel calcio giocato. Purtroppo però, la strada che porta dall’agonismo a interventi eccessivamente duri e a continui falli intenzionali atti solo a interrompere il gioco è molto breve".
 
"Il signor Alessandro Colinucci, invece - continua la Da Re - ha dimostrato fin dall’inizio un atteggiamento negligente e irriguardoso: ha espresso più volte davanti a tutte quanto avrebbe voluto essere a divertirsi con gli amici invece di arbitrare manifestando così un’aria di supponenza e disdegno. Questo atteggiamento di disprezzo nei confronti del calcio femminile si è poi rivelato un arbitraggio poco presente e incurante di quel che accadeva in campo".
 
"Dopo l’ennesimo intervento duro di cui non ha nemmeno sanzionato il fallo -  afferma  il capitano - la giocatrice Da Ros Francesca era a terra per l’infortunio subito e l’arbitro non ha né fermato il gioco lasciando proseguire l’azione del San Zaccaria né, dopo la fine dell’azione, accertatosi delle condizioni della ragazza".
 
"Francesca Da Ros  verrà, infatti, sostituita nell’intervallo per infortunio. A quel punto - continua nella lunga lettera aperta il capitano dei rossoblu -, come capitano, penso di aver avuto ogni diritto di chiedere perché non ci fossero stati né sanzioni né richiami per il susseguirsi di questi falli e invece di ricevere una risposta o una spiegazione a riguardo sono stata minacciata dall’arbitro di una sicura squalifica. Le sue parole sono state esattamente le seguenti: “Numero 6, vedrà che la prossima partita la farà in trasferta…!”
 
"Al rientro dagli spogliatoi - continua la Da Re - dopo non molti minuti dal fischio d’inizio, sono stata ammonita per proteste quando in realtà rivolgendomi in maniera appropriata senza mai avvicinarmi troppo od utilizzare parole offensive nei suoi riguardi, ho lamentato l’ennesimo non provvedimento per un tackle col cosiddetto “piede a martello” da parte di un’attaccante nei confronti di un nostro difensore".
 
"Dopo qualche minuto - scrive il capitano - per un normale fallo di gioco (preciso che era il mio primo fallo della partita e che gioco nel ruolo di difensore centrale), sanzionato con l’ammonizione, sono stata espulsa. Passano pochi altri minuti e la giocatrice Piai Natasha, attaccante del Vittorio Veneto, viene direttamente espulsa per il suo primo fallo della partita, reputato questa volta non un intervento duro ma un fallo intenzionale volto a ledere l’incolumità fisica dell’avversaria! Da parte di Piai Natasha non c’è stata nessuna protesta".
 
"Sapete qual è l’esito di questa domenica nefasta? Tre giornate di squalifica per Piai Natasha e ben cinque giornate per la sottoscritta Da Re Giulia. Cinque giornate -  conclude il capitano rossoblù - per un’eccessiva mania di protagonismo e di ostentazione maschilista da parte del signor Alessandro Colinucci, cinque giornate che offendono me come calciatrice e come persona e che non posso per niente accettare".

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