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L'Aphesis si salva, capitan Romeo: "Una gioia immensa"

La partita in programma era l'ultima della stagione, "gara 2" dei play out retrocessione, per decidere, senza ulteriori appelli, chi si salvava e chi doveva abbandonare la serie C. Per le aphesisine non era indifferente il vantaggio conseguito all'andata con la vittoria di Viagrande per 3 a 2

L'Aphesis consegue la salvezza e rimane in serie C, questo il verdetto del campo, che sancisce la conclusione di una stagione sportiva estremamente logorante per un gruppo che le ha dovute superare tutte stringendo i denti.

"Questa salvezza conferma sempre di più la mia teoria, che le grandi squadre non le fanno i grandi nomi. É stata la vittoria del cuore, del lavoro, della fatica, dei dolori... ma la gioia finale non ha prezzo"

A esprimere queste parole, è una raggiante Francesca Romeo, capitano aphesisino, conscia di ciò che ha dovuto patire con le compagne nella seconda metà di stagione, in cui tutto ha cominciato a girare storto, a cominciare dagli infortuni che hanno posto fine alla stagione di alcune atlete (ma che si stanno riprendendo in maniera eccellente per il prossimo anno), per continuare con le impossibilità di chi voleva essere vicina, ma importanti impegni costringevano a stare fuori sede, a chi, infine, ha abbandonato compagne e squadra.

 Alla fine è rimasto, a giocare sul campo, negli ultimi due mesi, un gruppo di otto valorose atlete, che hanno disputato sfide estreme (sia fisicamente sia in termini di nervi) su campi difficili, ma che, col premio finale della salvezza, sono state ripagate in pieno, ricevendo, al termine di gara col Nord Elevators Viagrande, l'abbraccio, in primis, delle compagne che hanno dovuto soffrire in tribuna, impossibilitate, per motivi diversi, a dare il proprio contributo sul campo.

Si è visto un folto e numeroso pubblico al PalaHamel e, inoltre, molti appassionati e "aphesisini lontani da casa" hanno potuto seguire a distanza la partita, grazie alla diretta via streaming organizzata dalla società. La partita in programma era l’ultima della stagione, “gara 2” dei play out retrocessione, per decidere, senza ulteriori appelli, chi si salvava e chi doveva abbandonare la serie C. Per le aphesisine non era indifferente il vantaggio conseguito all’andata con la vittoria di Viagrande per 3 a 2.

 La formazione etnea, come raccontatoci dal proprio coach e dalla dirigenza, aveva preparato per bene e con puntiglio la gara di ritorno, nella quale la compagine ospite è stata seguita anche da un buon numero di supporters e amici al seguito. La gara, va sottolieato, si è svolta in un clima di totale sportività, in cui sono stati più che evidenti gli attestati reciproci di stima e di rispetto tra Aphesis Lo Bello Divani e Nord Elevators Viagrande

Relativamente al racconto della gara, la stessa, ad onor del vero, ha avuto poca storia, per via di una forte prevalenza della formazione guidata dal duo Candura-Geraci, apparsa molto concentrata e reattiva in tutte le zone del campo, mentre la squadra del Viagrande ha probabilmente sentito molto il peso e l’emozione di questa difficile trasferta e della elevatissima posta in palio, rendendo al di sotto di quanto espresso in palestra nel corso della settimana.

Siamo certi che le giocatrici ospiti, trarranno spunti positivi dall’esperienza appena conclusa e auguriamo loro e alla società del Viagrande tutto il bene possibile per il futuro. Il risultato di 3 a 0 (25-9, 25-9 e 25-18 i parziali) ha regalato alla formazione del presidente Piero Zarcone una salvezza inseguita con determinazione assoluta.

Al termine dell’incontro sono giunti numerosi gli attestati di apprezzamento, a cominciare dal main sponsor Michele Lo Bello partecipe in prima persona nell’applauso del folto pubblico del PalaHamel, e continuando, ancora, con i numerosi messaggi di stima giunti da più parti a presidente, dirigenti, coach e atlete. Adesso è finalmente tempo di vacanze e di riposo, più che meritato, per chi ha ottenuto una salvezza che, nelle condizioni apparse da metà stagione in poi, appariva un autentico miracolo, ma che la determinazione e la professionalità di un gruppo ha reso possibile.

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