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La prima panchina non si dimentica, Barbolini: "Mi manca San Leone, tornare? Mai dire mai"

L'allenatore ha iniziato la sua carriera ad Agrigento, oggi è un tecnico stimato, caparbio e garbato capace di riuscire a vincere tutto

Cinque campionati italiani, otto coppe italia, due Super coppe, quattro Champions, una super coppa Europea, un campionato mondiale per club: questi sono alcuni dei titoli vinti dall’allenatore, Massimo Barbolini. La sua storia profuma di gavetta, lunga e talvolta faticosa.  Nella sua prestigiosa carriera anche la Nazionale italiana e qualche anno dopo,  la Turchia. Oggi, Barbolini, fa le fortune della Novara volley. L'allenatore, non troppi giorni fa, ha alzato al cielo la Champions League, ed ha portato sul tetto d’Europa la pallavolo Novara di Francesca Piccinini. Serio, garbato caparbio, con una mentalità vincente, Barbolini ha iniziato la sua ascesa ad Agrigento. “Sono stato io il primo a credere in lui, gli diedi la prima panchina”. Queste le parole di Nino Di Giacomo, attuale presidente della Pallavolo Aragona ed amico di Barbolini.

“Nino è un amico – ha detto l’allenatore ad AgrigentoNotizie – è un brava persone. Ci siamo sentiti in estate e sono contento di quello che sta facendo. Di Giacomo l’uomo giusto per la pallavolo ad Agrigento? Si. Ha iniziato un percorso importante e sono certo che lo porterà a termine. Agrigento è una piazza storica, non può non avere una squadra di pallavolo sia maschile che femminile ad alti livelli. Da lì – spiega Massimo Barbolini ad AgrigentoNotizie – sono passati giocatori importanti. Agrigento merita di tornare nei palcoscenici che più le competono”.

Massimo Barbolini era un 25enne con tanta voglia di emergere, il ruolo di primo allenatore ed legame speciale con la città. “Io vivevo a San Leone, avevo il mare davanti. Si stava veramente bene. Giocavamo molto spesso quindi viaggiavamo tantissimo. Ho un ricordo felice della città, è un posto dove poi sono anche tornato in vacanza. Agrigento è bellissima, ho fatto vedere a mia moglie ed alle mie figlie la città da dove ho iniziato la mia carriera. Mare e pallavolo? Si, praticamente si”.

Tante le vittorie di Massimo Barbolini, ed un momento della carriera davvero importante. “La vita degli allenatori è legata al risultato. Forse è anche giusto così. Non so se è il punto più alto della mia carriera, ma adesso sono molto felice. Felice – dice Barbolini ad AgrigentoNotizie  – di quello che sto facendo, della mentalità delle mie ragazze. E’ un bel momento della mia vita professionale. Per arrivare a questi risultati bisogna che la squadra lavori bene”.

Era il 1989 quando sulla panchina di Agrigento un giovanissimo, Massimo Barbolini si apprestava a vincere un campionato. “Ricordo bene quegli anni, anche le mie emozioni e forse paure. Ricordo davvero tutto. Sono passati 30anni dalla prima panchina ad Agrigento, mi sono confrontato con tante realtà che sono state utili a fare migliorare il mio pensiero. Non smetto d’essere quel ragazzo affamato che ha voglia di vincere. Ho sempre avuto la mia idea di gioco, questo mi ha portato lontano. Ma non dimentico nulla dei miei insegnamenti”.

Il ciclo si è aperto ad Agrigento, un punto di partenza che ha portato Massimo Barbolini lontano. Il pensiero romantico è quello di una chiusura di carriera, ma anche un proseguimento in quel posto che è stato tanto fortunato per il tecnico modenese. “Nello sport mai dire mai. Ad Agrigento sono stato davvero bene. A volte accadono delle cose che non ci aspettiamo, lo sport è così. Certo, mi piacerebbe chiudere la mia carriera proprio dove ho iniziato. Sarebbe una bella cosa”.

San Leone davanti ai suoi occhi, dipingendo ricordi che a volte sono anche indelebili. Massimo Barbolini era un ragazzo, adesso è un uomo che ha riempito l’armadio di coppe prestigiose. “Vorrei solo fare un grande in bocca al lupo al mio amico Nino Di Giacomo, seguo la Pallavolo Aragona e spero che centri l’obiettivo. Non posso che dire, buona fortuna”.

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