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Alessandro Colinucci-2

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AKRAGAS-RIBERA: Colinucci, Bruno e Roberto Quei rapporti che scottano

Sono stati diramati dal giudice sportivo gli atti ufficiali del "famoso" derby

Non accenna a placarsi la "bufera" post Akragas-Ribera. Sono stati diramati dal giudice sportivo, gli atti ufficiali della suddetta gara: i rapporti, cioè, scritti dall'arbitro e dai due collaboratori di linea a fine gara. Emergono le "motivazioni", dunque, delle squalifiche che hanno falcidiato la rosa e la società biancazzurra e che stanno facendo discutere l'ambiente akragantino.

L'arbitro Colinucci, ha redatto nel suo rapporto i vari comportamenti scorretti, che a suo dire, avrebbero assunto nei confronti della terna arbitrale alcuni giocatori e dirigenti dell'Akragas. Per quanto riguarda Maurizio Capraro, Colinucci scrive: "Allontanato al 24esimo minuto Maurizio Capraro, per aver protestato in maniera plateale usando le braccia, in seguito alla decisione arbitrale, uscendo urla 'Sei ridicolo ti devi vergognare'. Al termine della gara più volte negli spogliatoi, ulrando, con tono aggressivo accusando la terna arbitrale di malafede, volendo spiegazioni a tutti i costi". Il fischietto di Cesena spiega anche i motivi che hanno portato il giudice sportivo a infliggere l'inibizione al presidente Giovanni Castronovo: "Perchè va a protestare dall'AA 2 (guardalinee ndr.) a oltre 100 metri di distanza dalla panchina, spingendolo".

Questo uno stralcio di ciò che l'arbitro Colinucci ha scritto nel suo rapporto. La squalifica di Spina e Russello aveva destato non pochi dubbi. Dubbi, risolti in parte tramite i rapporti dei giudici di gara. Su Spina, Colinucci scrive: "Quando mi apprestavo a scendere le scale del tunnel il giocatore Spina mi recava una violenta tacchettata nella parte posteriore della gamba, recandomi forte dolore, provocandomi inoltre una escoriazione".

L'espulsione di Russello, ha tutt'altra motivazione. Infatti, Colinucci nel referto parla di offese alquanto pesanti ricevute dal difensore akragantino. Anche Alessandro Bruno, guardalinee dell'out di sinistra, ha manifestato tutto il proprio disappunto verso i tifosi di fede akragantina. "Intorno al 30esimo minuto del secondo tempo mi accorgevo che venivano lanciate pietre delle dimensioni di un cellulare. Pietre che raggiungevano la fascia del terreno di gioco di mia competenza sfiorandomi in ben due occasioni, ma per fortuna non riuscivano a colpirmi".

Non solo Colinucci e Bruno, a "scottare" è anche il rapporto del secondo assistente Alessandro Roberto: "Al 35minuto del secondo tempo, segnalo all'arbitro di espellere il giocatore numero due dell'Akragas Mariano Russo, in quanto a gioco fermo afferrava in modo violento un avversario per la gola, facendolo cadere per terra".

I legali dell'Akragas, Urso e Rosato, hanno depositato il ricorso, presso la Commissione disciplinare territoriale, la quale ha già fissato l'udienza dibattimentale per il 24 gennaio prossimo.

Gli avvocati della società biancazzurra contestano tutti quanti i provvedimenti presi dal giudice sportivo e prendono le difese dei tifosi akragantini: "Giova rilevare che i sostenitori dell’ Usd Akragas, durante l’intero svolgimento della gara ed alla fine della stessa, giammai, all’interno dell’impianto sportivo, hanno posto in essere comportamenti tali da poter costituire 'fatto violento' obiettivamente collegabile alle successive intemperanze (isolate e circoscritte per tempi e modalità) manifestatesi, comunque senza pregiudizio per l’incolumità pubblica, all’esterno dell’impianto sportivo".

La gara Akragas-Ribera non si è chiusa dopo i 90 minuti regolamentari giocati sul terreno dell'Esseneto, ma come detto, continua anche fuori dal rettangolo di gioco a suon di sentenze e ricorsi per fare chiarezza su quanto accaduto quel pomeriggio del 18 dicembre scorso. I legali akragantini non demordono. la società e i tifosi chiedono che sia fatta giustizia. Alla Commissione disciplinare territoriale l'ardua sentenza.

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