Domenica, 16 Maggio 2021
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Riflettori sull'Akragas, la "linea verde" deve dare di più

Domenica, gli "ex giganti" hanno fatto male, ma non hanno esultato. In passato il patron Giavarini non ha fatto lo stesso. Nessuna operazione nostalgia, ma adesso tocca fare sul serio

Marcello Giavarini

Momento delicato in casa Akragas. La società biancazzurra dopo la sconfitta nel debry, rielabora pensieri e strategie. La dirigenza del club di Agrigento, vuole vederci chiaro, la squadra contro il Siracusa dopo il due a zero, si è del tutto sgretolata. La difesa ha fatto acqua da tutte le parti, figlia di errori evitabili. In avanti il binomio offensivo Gomez-Cochis ha dato risposte rassicuranti.

"L'uno due" iniziale ha fatto bene al morale di Di Napoli, per poi cambiare i giochi a partita in corso. Gli attaccanti tornano a segnare, ma nelle retrovie c'è qualcosa che non va. Gli errori in difesa spesso sono figli di disattenziali, una sorta di calo di concentrazione dovuto a un black out senza senso. 

Domenica arriva il Messina, la squadra di Lucarelli sembra stia risalendo la china. Il derby mai come quest'anno assume un valore assoluto. Da Di Napoli a Zanini, passando per Cocuzza, gli ex di lusso, sono tanti.

La società di Agrigento ha scelto di non dare il via alla giornata biancazzurra, ma di continuare la "promozione" per i tifosi. Domenica in quel di Siracusa, sono stati in tanti a seguire il "gigante", gli agrigentini in trasferta hanno dapprima esultato e poi invocato una reazione. La tifoseria domenica si prepara ad una ennesima domenica calda.

Sul "banco degli imputati" la società. Marcello Giavarini in occasione del derby di Coppa Italia vinto proprio contro il Siracusa, aveva doppiamente esultato per avere battuto gli ex giganti. Il patron tramite social aveva "urlato" la sua gioia.

Domenica proprio gli "ex Giganti" hanno mandato in crisi l'Akragas. Lele Catania, ex biancazzurro, al gol ha preferito non esultare. Segnale di rispetto, verso un passato importante.

Nessuna operazione nostalgia, l'Akragas di oggi si rifà su altro. Il budget ridotto non ha consentito spese folli, Tirri ha optato per la linea verde, mettendo al comando Di Napoli. L'allenatore ad oggi ha poche colpe, all'Akragas il cambio di panchina ha sempre fatto bene, ma la squadra dello scorso anno era totalmente diversa.

La difesa era guidata dal trittico delle meraviglie: Muscat, Marino e Capuano. In mezzo al campo le geometrie arrivavano da Zibert e Vicente. In attacco Di Piazza e Madonia hanno fatto la voce grossa, nel mercato di gennaio arrivò anche Di Grazia, vera rivelazione del Catania di oggi. Pino Rigoli trovò la quadratura giusta a giocatori di esperienza. 

I giovani biancazzurri si fidano del loro "padre" Di Napoli, cambiare adesso, avrebbe poco senso. L'Akragas che ha perso a Siracusa è la stessa che ha sbancato il "Massimino" ed ha rischiato di pareggiare a Matera. La sessione invernale del calciomercato è lontana, la società non si sbilancia, ma la sfida contro il Messina, diventa già decisiva.

Di Napoli oggi sarà a colloquio con la sua squadra, l'allenatore ha chiesto ai suoi giovani di prendersi le giuste responsabilità, il banco di prova è e sara ancora una volta il campo, l'Akragas deve tornare a brillare. 

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