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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
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L'Akragas non si dimentica, Chiavaro si racconta: «La curva vuota? Fa male»

Agatino Chiavaro rivendica il suo cuore biancazzurro, lui che dell'Akragas è stato capitano e uomo simbolo: «Non dimenticherò mai Agrigento, non ho intenzione di farlo. Lì ho lasciato tanti amici portando con me però molti ricordi»

«Molti giocatori non hanno aspettato l'Akragas, accasandosi con altre squadre». Sono state queste le dichiarazioni del presidente Marcello Giavarini, pronta la risposta dell'ex capitano Agatino Chiavaro, oggi al Siracusa: «Non è andata proprio così. Forse il presidente si è confuso, ma penso l'abbia fatto in buona fede. Ho aspettato tanto l'Akragas e penso che anche alcuni miei compagni l'abbiano fatto». 

Agatino Chiavaro rivendica il suo cuore biancazzurro, lui che dell'Akragas è stato capitano e uomo simbolo: «Non dimenticherò mai Agrigento, non ho intenzione di farlo. Lì, ho lasciato tanti amici portando con me però molti ricordi. Mi ha fatto male non essere ad Agrigento, non prentendevo ovviamente un posto da titolare, anche se nel calcio mai dire mai, ma amo quei colori e per loro avrei fatto davvero di tutto». Aga Chiavaro non si nasconde, l'attuale situazione dell'Akragas lui, la commenta così: «Analizzando la classifica non penso sia un momento catastrofico, la LegaPro è un campionato molto difficile. Vedere quella curva vuota fa male, sinceremente non me l'aspettavo. E' in questi casi che servirebbe qualcuno che abbia l'Akragas cucita dentro, sono sicuro che i biancazzurri si riprenderanno, me lo auguro. Agrigento - ammette Chiavaro -  è troppo innamorata dell'Akragas per abbandonarla. Savanarola? Ci sentiamo spesso. L'infortunio lo ha tenuto lontano dai campi per un pò, ma lui è uno della vecchia guardia e sa come fare. Con un gruppo spettacolare come era il nostro affrontare certe situazioni risulterebbe più facile, conosciamo pregi e difetti di Agrigento.  Noi non eravamo una squadra, eravamo una grande famiglia. Tutto questo si è ricreato in parte al Siracusa. Almiròn e Capuano? Sono giocatori che nessuno discute, loro sono la storia del calcio italiano, sono dei fuoriclasse».

E sui rumors circolati in settimana, Chiavaro ha le idee chiare: «Non penso si sposti nessuno da Siracusa. Stiamo lottando per il campionato. Sottil? E' preparatissimo, lui ha grande ambizione, è uno dei tecnici più bravi e preparati che io abbia mai incontrato. Cosa mi auguro per l'Akragas? Che torni a vincere, i giocatori passano la squadra resta. Si vince quando si è uniti, sono certo che i biancazzurri troveranno il modo per spuntarla». E' un Agatino Chiavaro a tratti malinconico, lui che è il gigante lo tramanda da generazioni, si gioca il campionato al Siracusa, ma nel cuore quel biancazzurro non smette di esistere. 

Agatino Chiavaro

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